«Non sono solo le imprese a patire pesantemente gli
effetti della perdurante crisi che si aggrava sempre di più a causa dei mancati
pagamenti da parte degli enti pubblici locali: anche gli studi professionali
degli architetti rischiano la chiusura». Lo denuncia Massimo Gallione,
presidente del consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, Paesaggisti
e conservatori.
«I tempi di pagamento», aggiunge, «quando questo "fortunatamente"
viene ottenuto si stanno allungando a dismisura e se si aggiunge la sempre più
marcata restrizione del credito da parte delle banche si comprende bene come,
di fatto, la situazione sia diventata assolutamente insostenibile. "Anche in
riferimento ai recenti attacchi alla "familiarità" delle professioni (145 mila
architetti in Italia contro 30 mila in Francia e in Inghilterra) meglio avrebbe
fatto ieri la presidente di Confindustria», dice ancora Gallione, «a ricordare
che le gravi difficoltà del settore dei lavori pubblici non riguardano sole le
imprese, ma un settore molto più ampio che va dalla progettazione alla
realizzazione.