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Giro d'affari in caduta, fino al 30
per cento. Parcelle incassate non prima di sei mesi, con attese superiori ai
dodici. Crescita frenata delle nuove partite Iva aperte, senza però alcuna fuga
in massa dalle attività. Sono questi i tre volti della crisi che sta colpendo
duramente il mondo delle libere professioni.
Gli studi non stanno a guardare. Si
rafforza la propensione ad associarsi (se non altro per contenere le spese
generali) e si cerca di resistere, rinunciando (a malincuore) a qualche
dipendente. E sperando che i prossimi mesi - insieme a qualche indispensablie
misura di sostegno attesa dal governo - portino anche le auspicate schiarite
sul ciclo economico.
In questo scenario, i giovani
rappresentano l'anello debole della catena. Chi ha ottenuto l'abilitazione apre
la partita Iva (spesso perché non ha alternative reali), ma solo pochi riescono
a stare sul mercato.
1)
Allarme che merita risposte
di Gian
Paolo Prandstraller
2)
Sei mesi d'attesa per incassare la parcella
di Marco Mobili e Giovanni Parente
Il conto alla rovescia è già partito.
Manca un mese al brindisi di San Silvestro che manderà in archivio un anno nero
per i professionisti. La crisi non ha infatti risparmiato il settore. (...)
Solo per gli ingegneri la contrazione
media degli affari appare più contenuta al 7%: si ripartisce, però, su
situazioni differenti. Alla tenuta degli studi consolidati che stanno portando
avanti ordini e commesse degli anni precedenti, corrisponde un'altra faccia
della medaglia: i giovani e le fasce più deboli nel 2009 stanno incontrando
difficoltà, addirittura con espulsioni dal mercato del lavoro.
Stessa "musica" per gli architetti,
chiamati a confrontarsi non solo con il blocco degli appalti ma anche con
prestazioni fornite a imprese che chiudono l'attività o ancor peggio
falliscono, come evidenzia Gianfranco Pizzolato, vicepresidente del consiglio
nazionale. (...)
3)
Professionisti. Gli under 40. I
giovani cercano alleanze. Le categorie: servono incentivi per favorire la
nascita di unioni di
Chiara Bussi