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Esordio al buio per la Pec, Professionisti pronti, la Pa?

 

Alla scadenza del 29 novembre non è ancora chiaro quali documenti potranno essere trasmessi

Testata:
Il Sole 24Ore Progetti e Concorsi
 
Data:
30-11-2009
 
Autore:
Luana Silighini
 
 
Parte l'era della posta elettronica certificata per i professionisti, ma non è affatto chiaro né se i destinatari siano attrezzati a ricevere la corrispondenza certificata, né quali siano i contenuti da scambiarsi. Il termine del 29 novembre entro cui ingegneri, architetti e geometri dovranno dotarsi della nuova casella è appena stato superato. Ma i dubbi sulla questione sono ancora numerosi. Il sistema della posta elettronica dovrebbe assorbire progressivamente il traffico cartaceo di documentazione a valore legale. L'architettura del sistema è stata pensata in modo che sia il mittente che il destinatario possano attestare l'invio (o il ricevimento, o il mancato ricevimento) con una ricevuta che abbia valore legale. Una prima significativa economia per il professionista dovrebbe arrivare dall'invio on line di raccomandate con ricevuta di ritorno. Ma il sistema è pronto a entrare in funzione da dicembre? A sentire i Consigli nazionali di architetti e ingegneri, non sembra. Anzi, i dubbi tra i professionisti sembrano essere addirittura aumentati: lo stesso Consiglio degli ingegneri ha attivato un help desk e un servizio di consulenza gratuita per rispondere ai quesiti più frequenti, che non sono pochi. Come per esempio quali messaggi certificati, oltre le raccomandate, potranno cominciare a viaggiare sulla rete. Ma soprattutto, quando il sistema potrebbe entrare a regime? «Finora abbiamo fornito 20mila caselle - spiega Simone Cola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti - ma siamo ancora in fase di organizzazione tecnica, e non sappiano ancora come si siano adeguate tecnologicamente le pubbliche amministrazioni; quali siano i contenuti di scambio». Anche se il rappresentante degli architetti cerca di pesare le parole, il suo retropensiero e chiaro: gli Ordini hanno fatto il loro passo, dotando i propri iscritti di una casella; ancora non sembra che sulla pubblica amministrazione si possa registrare lo stesso impegno. La Pec è legata poi a doppio filo con la firma digitale. «Ma non sappiamo neanche cosa succederà - prosegue Cola a questo proposito - quando verrà introdotta anche la firma digitale». (...)
 
 
 
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