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  Archiworld Magazine n.7: In vigore dal 1° settembre il nuovo Codice Deontologico  

In vigore dal 1° settembre il nuovo Codice Deontologico

 

in: Archiworld Magazine n.7 di giugno 2009

Testata:
 
 
Data:
 
 
Autore:
Nevio Parmeggiani consigliere CNAPPC
 
 
Dopo un lungo lavoro durato anni, attraversando varie e numerose difficoltà di natura normativa e interpretativa,  si è pervenuti, da parte del CNAPPC, ad una stesura del nuovo codice deontologico degli architetti italiani con validità su tutto il territorio nazionale  E' bene ricordare brevemente l'iter che è stato seguito nella formulazione delle norme , almeno partendo dal Codice risalente al 1994.
Due sono stati i passaggi principali.
Nel settembre del 2003 il Consiglio Nazionale deliberò di procedere ad una revisione organica del Codice deontologico, principalmente con riferimento ai vincoli derivanti dall'adesione alla Comunità europea e dalla presa di posizione dell'Antitrust nazionale. A seguito della legge 4 agosto 2006, n.248 il Consiglio Nazionale  nel dicembre del 2006 deliberò di modificare alcune norme per adeguarle al nuovo strumento legislativo. Le norme innovative entrarono in vigore il 1 gennaio 2007. Successivamente alla definizione di tale adempimento, il Nuovo Codice Deontologico ha proseguito il suo iter di elaborazione nelle Assemblee e nei Congressi Provinciali, Regionali e Nazionale di Palermo per addivenire ad un testo, il più possibile condiviso.
Infine il CNAPPC in data 10/11/giugno 2009 ha approvato il Testo del Nuovo Codice Deontologico,  per gli Architetti Italiani, che entrerà in vigore il prossimo 1 settembre 2009.
E' da credere che il testo contenga  il migliore dei risultati possibili, anche se, alle volte qualche compromesso è stato inevitabile, in quanto molti soggetti vi hanno contribuito e la materia presenti notevoli difficoltà d interpretazione.
Era comunque un atto dovuto al dilà di sollecitazioni istituzionali, che pure ci sono state.
Per entrare nel merito del nuovo Codice occorre riconoscere che tre sono stati i principi fondamentali informatori che l'hanno ispirato: il principio del rispetto della concorrenza come richiesto dall' Antitrust europeo e nazionale; il principio dell'evolversi della professione in condizioni di associazionismo; quello  dell'osservanza al Decreto Bersani L.248/2006 con il comma 3) ed il suo richiamo a protocolli prestazionali collegati all'autodisciplina e alla qualità. Non ultimo il principio di verifiche periodiche al testo che tenga conto dell'evolversi del fare professione e della interpretazione a livello di primo e secondo grado della sua applicazione in sede di magistratura.
Tutto questo intreccio innovativo e regolamentare ha determinato il nuovo testo di deontologia già portato a conoscenza, per il settore architetto, degli Ordini provinciali e che entrerà in vigore dal 1 settembre 2009.
In fase di completamento sono tutt'ora all'esame del CNAPPC i codici delle professionalità contemplate dal DPR 328/2001.
Si può essere o meno favorevoli ai sopradetti principi, ma nella realtà della professione, se si vuole stare al passo con l'Europa e con la cosiddetta globalità è chiaro che gli stessi non possano essere comunque ignorati.
Ma non si può ignorare, la considerazione che l'aspetto economico della prestazione, privilegiato dall'antitrust, prevalente in Europa, spesso sovrasta l'aspetto morale e sociale di cui la deontologia è depositaria. Tutto questo è molto vero ed il nuovo Codice ha pertanto cercato di contemperare, nel migliore modo possibile,il fine sociale del comportamento deontologico con i valori del mercato, superando il contrasto fra libertà economica e valori morali.
 Il Codice consta di un preambolo, di VIII Titoli e di 50 articoli.
Fra i più significativi e innovativi articoli si possono ricordare quelli afferenti all'osservanza dei principi della concorrenza secondo l'ordinamento comunitario ed interno, quelli che trattano di sostituzioni per decesso o temporaneo impedimento e quelli  per la partecipazione a campagne elettorali  o  rapporti con tirocinanti, ecc.
Interessanti, inoltre, gli articoli che chiariscono il delicato aspetto dei compensi e l'importanza della   trasparenza della prestazione..
Per la verità tutti gli articoli meritano una attenzione particolare, compresi quelli che trattano ai Titoli VI , VII, VIII sulla Potestà Disciplinare, sulle Sanzioni e sulle Disposizioni Transitorie e Finali. Questi ultimi, fra l'altro, contengono un concetto fondamentale; Il divenire continuo della interpretazione dei fatti di natura disciplinare con l'evolversi del fare professione e il potere di riforma del Codice, secondo quanto emerge nel confronto costruttivo fra Istituzione Nazionale  e realtà locali.

Il Codice deontologico è lo strumento che connota l'esistenza del sistema ordinistico e si pone come contratto di affidabilità della nostra categoria verso la società , se viene meno questo concetto, per carente conoscenza ed applicazione dei suoi contenuti, da parte di tutti coloro che ne fanno parte, anche la società sarà titolata a essere carente di credibilità verso di noi.

 
 
 
 

 

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