"Il
vero problema sociale a L'Aquila adesso e' quello della ricostruzione del
centro storico, che non e' ancora partita e per la quale saranno necessarie
cifre gigantesche, paragonabili forse solo a quelle per la costruzione del
Ponte sullo Stretto di Messina". Cosi' Massimo Gallione, presidente del
Consiglio nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori,
sottolinea a LABITALIA la vera 'emergenza' a dieci mesi dal terremoto che ha
sconvolto il capoluogo abruzzese. "Sono stato a L'Aquila -ha detto
Gallione- e ho visto degli insediamenti di buona fattura e, a mio parere, ben
integrati. E' vero che sono lontani dal centro abitato dell'Aquila, ma c'e' da
dire che sono stati costruiti su zone che davano piu' garanzie dal punto di
vista geologico, e quindi della sicurezza".
E, secondo Gallione, "si vedra' solo col tempo" se le 'new town'
edificate per ospitare gli aquilani rimasti senza casa si integreranno con il
resto dell'abitato, "L'intervento delle new town -spiega Gallione- lo
valutiamo positivamente, per noi come architetti la sicurezza dell'abitare e'
una priorita'. Certo -aggiunge- ci potranno essere dei traumi sociali nello
spostamento in un 'nuovo' quartiere, ma credo che si sia pensato al grande
trauma del terremoto, e quindi si sia cercato di operare per la sicurezza delle
abitazioni. Di certo, L'Aquila sara' una citta' piu' 'dilatata'".
Ma per Gallione il vero 'scoglio' post-terremoto da affontare e' la ricostruzione
del centro storico aquilano. "E' -spiega- uno dei piu' grandi centri
storici italiani, un vero patrimonio artistico fatto non solo di chiese ma
anche di palazzi di pregio". Gallione ritiene poco percorribile l'idea di
permettere agli aquilani di ritornare ad abitare quelle case nel centro storico
che hanno avuto pochi danni. "Il problema -sottolinea- e' che per
arrivarci si dovrebbero comunque attraversare delle strade con palazzi a
rischio crollo".
Per Gallione, si dovrebbe quindi partire subito con la ricostruzione del centro
storico. "I tempi per la ricostruzione -spiega- dipendono da quanti
finanziamenti, e quando, si mettono in bilancia. Le tecniche per la
ricostruzione ci sono, ma anche se si partisse adesso ci vorrebbero
cinque-dieci per ricostruire tutto. Fino a questo momento -sottolinea- ci sono
state le messe in sicurezza che dovrebbero garantire da altri crolli, ma il
vero inizio della ricostruzione del centro storico non e' ancora cominciato.
Una stima precisa dei costi si potra' avere solo tra qualche mese, mettendo
insieme i dati di tutti i tecnici che sono intervenuti nel centro storico".
"Noi comunque come Consiglio nazionale dell'Ordine degli architetti
-conclude Gallione- saremo a L'Aquila tra aprile e maggio prossimi per
verificare lo stato dei lavori".