Ribassi bloccati nelle gare di
progettazione e servizi tecnici connessi; valutazione dei progettisti in base
alla metodologia e all'affidabilità del'offerta. È quanto prevede la bozza del
regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici sulla quale il
Consiglio di stato si dovrà esprimere con il parere di rito, prima che il
ministero delle infrastrutture proceda al suo varo definitivo. La bozza, sulla
quale molto si discute con riguardo alla disciplina delle cosiddette opere
«superspecialistiche», prevede una articolata disciplina relativa agli
affidamenti di servizi di ingegneria e architettura che tiene conto della
normativa e della giurisprudenza comunitaria e nazionale. Per quel che riguarda
le modalità di svolgimento della gara e in particolare le offerte economiche,
il testo stabilisce che il concorrente dovrà effettuare un ribasso percentuale
unico rispetto all'importo a base di gara, determinabile secondo le tariffe
professionali, «ove motivatamente ritenute adeguate» (art. 262 della bozza di
regolamento).
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In una situazione in cui, con il principio della
derogabilità dei minimi introdotto nel 2006, si registra una media dei ribassi
pari al 36%, con punte del 70 per cento e più, dal mondo dei progettisti
emergono reazioni largamente favorevoli: «Il nostro giudizio è molto positivo»,
ha affermato Massimo Gallione, presidente del Consiglio nazionale degli
architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, «perché si tratta di una
scelta che contribuisce a limitare il danno; ci auguriamo che si possa
ricostruire a monte un quadro che ripristini il riferimento certo alle
tariffe». Secondo Gallione, la norma «non si pone in contrasto con la Legge
Bersani perché non impedisce i ribassi, ma li regola e la valutazione sulla
metodologia e sul merito è positiva, anche se bisogna che ministero e Autorità
riducano la discrezionalità attuale che rasenta l'abuso».
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