"La riforma sugli
Ordini professionali si è fermata più volte in Parlamento, ma ora ci siamo noi
e sono fiducioso che la porteremo a termine''. Queste le parole del
Ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine dell'incontro con gli
Stati generali degli Ordini professionali avvenuto ieri presso il ministero per
individuare il gruppo di lavoro per la formulazione di uno statuto delle libere
professioni.
"Dobbiamo riuscire a fare una
riforma - spiega Alfano - che
metta al centro il cittadino, garantendo l'alta qualità delle professioni e
stabilendo regole chiare e trasparenti. Allo stesso tempo però occorre
assicurare ai professionisti la dignità e il prestigio che gli deriva dall'aver
superato un esame di Stato". Per il ministro questa è "una riforma attesa da decenni e sono
fiducioso che il lavoro iniziato oggi incentiverà la ripresa economica del
Paese". Il Ministro ha, infatti, ricordato che i
professionisti in Italia sono oltre 2 milioni e rappresentano il 3,3% della
popolazione e producendo il 12,5% del Pil.
"Si punti sulla formazione e sui
giovani se si vuole veramente realizzare quella riforma delle professioni
attesa da decenni, e mai come ora così importante, quale strumento per superare
e vincere la crisi economica". Questo il commento del
Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Massimo Gallione, il quale
ha sottolineato anche "La necessità
che i professionisti possano costituirsi in diverse e nuove forme societarie
multidisciplinari, anche al fine di fruire degli strumenti normativi e fiscali
riservati al mondo imprenditoriale. Ha confermato poi il ruolo di effettiva
sussidiarietà della figura dell'Architetto nei confronti della Pubblica
Amministrazione, capace di fatto di alleggerire le strutture pubbliche di tutta
una serie di incombenze, soprattutto nel campo della edilizia."
Il Presidente Gallione ha, inoltre, commentato l'abolizione dei minimi
tariffari, ribadendo ancora una volta "L'esigenza
di ripristinarle al più presto; per i lavori pubblici, attraverso un atto
legislativo urgente, nel rispetto dei principi di equo compenso - tenendo conto
anche dei costi effettivi - e della competitività. La politica del massimo
ribasso sta ampiamente dimostrando le conseguenze drammatiche della sua
applicazione, in relazione ad una evidente diminuzione della qualità dei
progetti e delle opere realizzate". (...)