L'ingegnere dribbla la crisi
Testata:
Il Sole 24Ore
Data:
07-06-2010
Autore:
Andrea Curiat
Ingegneri e architetti a prova di crisi: l'impatto negativo
si sente, ma le due specializzazioni "reggono". Anche se non in egual modo. Stando
all'ultima indagine del Gruppo intersettoriale direttori del personale (Gidp),
le lauree in ingegneria sono tra le più richieste dalle aziende.
(...) Prospettive più contenute per chi esce da architettura. Note dolenti sono il basso stipendio d'ingresso - 900 euro - e il ristagno dell'edilizia pubblica, che ha ridotto le possibilità di collocamento stabile nel breve periodo. «In Italia gli architetti abilitati all'esercizio della professione sono quasi 150mila, contro i circa 30mila di Francia e Inghilterra» afferma Massimo Gallione, presidente dell'Ordine nazionale degli architetti. E aggiunge: «Il settore ha risentito della crisi soprattutto in ambito pubblico, almeno per quanto riguarda l'urbanistica, la pianificazione territoriale e i lavori pubblici. Gli architetti lavorano poco, giovani e meno giovani. Ci sono però alcuni comparti che hanno risentito meno della contingenza economica negativa e offrono ancora sbocchi lavorativi interessanti. Mi riferisco all'edilizia privata e alle nuove architetture legate alla riduzione dei consumi energetici, all'impiego di tecnologie e materiali innovativi, all'implementazione di misure antisismiche». Secondo il presidente, comunque, c'è un problema di fondo: «L'offerta universitaria su queste tematiche è ancora carente, non è idonea a preparare al meglio i giovani per approfondire i percorsi più interessanti. La laurea in architettura deve seguire un percorso di studi stabilito dalla direttiva europea. In Italia ci sono sin troppe specializzazioni». (...) Architettura. Meno corsi ma più mirati di Ro.R. |
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