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Gli appalti senza gara in due anni sono raddoppiati

 

Vita di architetti «comuni» tra concorsi impossibili, regole fatte apposta per gli amici, burocrazie cervellotiche. Tutto lecito grazie a norme speciali.

Testata:
la Repubblica
 
Data:
12-07-2010
 
Autore:
Paolo Casicci
 
 
Su Il Venerdì di Repubblica:

Cosa non architettano, in Italia, per favorire gli amici... L'inchiesta fiorentina che ha svelato il giro d'imprese e professionisti dagli sponsor eccellenti è solo la punta dell'iceberg. «Anche quando dietro a certe opere non c'è il malaffare» osserva Massimo Gallione, presidente da un anno dei 140 mila architetti italiani, «restano i guai provocati da codici imprecisi o contraddittori. In Italia ci sono ottomila Comuni e altrettanti modi di scrivere un bando. E, dove regna la confusione, è più facile per i furbi approfittarne». (...)
Un'ulteriore «distorsione» del mercato la segnala il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Gallione: il fenomeno delle consulenze assegnate ai dipartimenti universitari per aggirare il divieto, imposto ai docenti di ruolo, di progettare. (...)
A chi, invece, non vuole arrendersi, resta la via dei ricorsi: ogni anno, spiega Gallione, l'Ordine ne presenta tra i venti e i trenta ai Tribunali amministrativi e altrettanti all'Autorità di vigilanza. Che poi è la strada scelta pure dalle imprese dei «giri » che contano, comprese alcune tra quelle sotto inchiesta. «Con una differenza essenziale» spiega un architetto romano: «Mentre i ricorsi dei piccoli studi spesso non portano a nulla, quelli dei "big" sono un titolo da spendere per la gara successiva: sei arrivato secondo in un appalto sospetto? Ricorri al Tar e il prossimo sarà tuo». E poi dicono che in Italia non s'architetta più nulla.


2)

Massimiliano Fuksas. Magari fosse una cricca. Questo è il sistema Italia, dove lo Stato non c'è più. Secondo uno dei più grandi architetti italiani l'unica speranza è «rifondare, ricostruire dalle macerie». Che non mancano di Riccardo Staglianò


3)

L'eterno italiano che rispunta, da don Rodrigo a Berlusconi di Francesco Merlo

 
 
 

 

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