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Architetti (Consiglio nazionale), da Confindustria non accettiamo lezioni di concorrenza

 
Testata:
Adnkronos
 
Data:
26-07-2010
 
 
"Non accettiamo lezioni di concorrenza da parte della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che è tornata a scagliarsi contro la riforma delle professioni. Ancora una volta la massima rappresentante della grande industria italiana, ha lanciato il suo anatema contro i professionisti 'illiberali'; essa sembra aver dimenticato che la grande industria per oltre cinquanta anni ha goduto di privilegi di ogni sorta da parte dello Stato ed ha beneficiato di fiumi di denaro pubblico sotto forma di aiuti, finanziamenti, defiscalizzazioni, incentivi ed altro". Replica così il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) alle affermazione della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che alcuni giorni fa ha manifestato al ministro Alfano la contrarietà degli industriali al ripristino delle tariffe minime per le prestazioni professionali così come proposto dal documento unitario Cup (Comitato unitario professioni).
"Dimentica anche - continua il Consiglio nazionale - che la grande industria ha potuto fruire, per decenni, di infrastrutture ad hoc, di ingentissimi fondi pubblici, nazionali ed europei, per edificare industrie al Sud, per poi spesso fuggire all'estero - basta leggere le cronache di questi giorni - lasciando in difficoltà decine di migliaia di lavoratori".
"Finge anche di non ricordare - osserva - che gran parte del nostro colossale debito pubblico è dovuto alla dissennata politica a favore solo della grande industria, che molto poco invece ha favorito la piccola impresa, gli artigiani, i piccoli commercianti e per nulla i professionisti. Ora noi professionisti vogliamo quella riforma da tanti anni attesa e da tanti anni negata: una riforma basata sulle regole della concorrenza qualitativa dei servizi. Allo Stato chiediamo indipendenza, saggezza ed equilibrio, non atti di soggezione in ragione di un mercato in cui il vincitore non può che essere sempre la grande industria".
 
 
 
 

 

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