«Uniamo le nostre forze e salviamo il Maxxi. Salviamo l'unico museo nazionale di arte e architettura che ha il nostro Paese. Investiamo sulla cultura e su un polo che ha tutte le carte per essere un'eccellenza per la promozione del nostro patrimonio stimolando la ricerca sui temi del contemporaneo». È Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti a lanciare l'appello perché politica, associazioni di categoria e imprenditori si facciano avanti per collaborare concretamente al sostegno del polo culturale inaugurato solo due anni fa, dopo dieci anni di gestazione, costato 150 milioni e frutto di un maxiconcorso vinto da una delle più note star dell'architettura mondiale, Zaha Hadid.
Il Museo Maxxi di Roma non è solo un landmark già premiato a scala internazionale, ma un polo attrattivo che ha saputo rigenerare il tessuto urbano di una zona della capitale votata alla cultura. Museo che - a causa delle difficoltà economiche dovute ai tagli pubblici e alla crisi che frena eventuali sponsorizzazioni private - è stato commissariato nei giorni scorsi dal Ministero dei Beni Culturali.
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Un patto per il Maxxi, ma lo Stato non lasci