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Un modello che parla tedesco

 
Testata:
tekneco.it
 
Data:
10-10-2012
 
Autore:
Sergio Ferraris
 
 

Che l'Italia sia un paese fragile, dal punto di vista idrogeologico è sicuro, come è altrettanto certo il fatto che lo sviluppo edilizio incontrollato dal dopoguerra a oggi abbia incrementato questa fragilità. Non stupisce, quindi, che alcuni settori dell'edilizia stiano spingendo anche su questo fronte, come ha fatto Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori nel corso della presentazione del primo rapporto Ance - Cresme "Rischio sismico e rischio idrogeologico: la sfida italiana".
"Identificare e perimetrare, con la  collaborazione di alcuni Comuni, e ci sono già i possibili candidati, aree a grave rischio idrogeologico o sismico, nelle quali la situazione di degrado del patrimonio edilizio si accompagni a quella sociale; disegnare, su queste "Zone-Zero", un masterplan che abbia il compito di definirne esclusivamente le volumetrie ed i profili, indipendentemente dalla pianificazione già approvata, lasciando che le uniche regole siano: il consumo del suolo a zero, la sicurezza sismica, la passivazione degli edifici, il ciclo dei rifiuti risolto alla fonte, una mobilità alternativa, il risparmio idrico, il rispetto dei vincoli monumentali". Questa la proposta di Freyrie che nasce dal bisogno urgente di interventi capillari, e non più procrastinabili, di rigenerazione e di prevenzione del dissesto idrogeologico, per evitare ulteriori vittime e danni, che, spesso, abbiamo in Italia.
(...)

 
 
 
 

 

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