Dopo l'esclusione dalla norma inserita nella legge di conversione del Decreto Sviluppo (in sede di conversione) per la quale i liberi professionisti non potranno usufruire della compensazione dei crediti con la P.A., il Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. ha fatto sentire forte la sua voce tuonando contro questa scelta definendola una " decisione molto grave perché, oltre ad essere ostaggi di una Pubblica Amministrazione che impiega anche due anni per approvare un progetto, lo siamo anche della sua insolvenza, magari dopo aver avuto accesso ai fondi comunitari proprio grazie al nostro lavoro".
A distanza di pochi giorni il senatore Filippo Bubbico (colui il quale insieme al senatore Vicari aveva portato avanti il procedimento di esclusione delle libere professioni dalla norma) ha replicato al CNAPPC sottolineando come "la mancata estensione ai professionisti della norma che consente alle imprese la compensazione dei crediti con la pubblica amministrazione e non inserita in sede di conversione nel Dl Sviluppo sia da imputare ad un giudizio di improcedibilità, opposto dalla Commissione Bilancio e Programmazione Economica, in relazione alla presunta mancata copertura degli oneri da essa derivanti".
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