Gli attacchi isolati diventano un vero e proprio pressing. Così gli ordini dell'area tecnica si radunano e inviano un appello collettivo all'esecutivo, che coinvolge direttamente quasi 650mila iscritti: le norme sulle società di professionisti vanno sbloccate. Perché da troppo tempo il relativo regolamento attuativo è fermo nei cassetti di qualche ministero.
La nota è un invito accorato a non aspettare le prossime elezioni per fare le proprie mosse. «Il Governo - si legge nell'appello - tenga fede all'impegno di rendere possibili le società tra professionisti, senza rimandare al prossimo esecutivo l'onere della loro regolamentazione. Ai professionisti italiani sono indispensabili, subito, strumenti che permettano l'aggregazione, l'interdisciplinarietà, la sinergia per affrontare un mercato sempre più difficile e complesso: sarebbe una beffa che proprio questo Governo, tanto impegnato a modernizzare la struttura del Paese, limitasse l'impegno dei professionisti italiani a innovare il loro modo di operare».
A firmare l'appello non sono solo il Consiglio nazionale degli architetti e quello degli ingegneri, impegnati da tempo in questa battaglia. Il documento porta anche le firme dei chimici, dei dottori agronomi e dottori forestali, dei geologi, dei geometri, dei periti agrari, dei periti industriali, dei tecnologi alimentari. Tutti insieme chiedono di sbloccare il Dpr di attuazione.
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