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Slitta il Pos per professionisti e imprese

 
Testata:
Il Sole 24Ore
 
Data:
29-01-2014
 
Autore:
Federica Micardi
 
 

L'obbligo del Pos per professionisti e imprese slitta al 30 giugno 2015. Forse. Il Governo, infatti, potrebbe anticipare il tutto al 30 giugno 2014. Per chiudere il valzer delle proroghe bisognerà aspettare il voto dell'Aula di oggi.
Il decreto che introduce l'obbligo del Pos per professionisti, negozi e imprese che vendono prodotti o servizi alle persone fisiche, pubblicato solo due giorni fa nella Gazzetta Ufficiale 21, è appena nato ma ha già bisogno di un restyling.
Sono stati approvati ieri in Commissione affari costituzionali del Senato due emendamenti identici, che prevedono una posticipazione della sua entrata in vigore al 30 giugno 2015. Ma il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Sabrina De Camillis, corregge il tiro: «Il Governo ha dato parere favorevole per una proroga al 30 giugno 2014 - spiega -. Se il testo riporta una data diversa sarà corretto in Aula»
Bisognerà dunque aspettare la versione definitiva del decreto milleproroghe per sapere come andrà a finire.
Quello di ieri non è il primo caso di "confusione" di testi sulla questione Pos. Infatti sono circolate versioni differenti anche dello stesso decreto; la prima è quella che è quella che è stata inviata a dicembre alla Banca d'Italia per il parere e che è stata pubblicata in Gazzetta. Due settimane fa, però, è circolata fra gli Ordini una seconda versione, più in linea con le richieste avanzate al ministero dello Sviluppo economico dalle professioni di cui non è chiara la paternità.
(...)
Il Consiglio nazionale degli architetti ha fatto sapere che contro questo decreto presenterà ricorso al Tar e all'Autorità garante della concorrenza. «È inaccettabile imporci il Pos con la scusa della tracciabilità - dice il presidente degli architetti, Leopoldo Freyrie - significa dare alla banca 150 euro l'anno per l'affitto della macchinetta e il 4% su ogni transazione. Dobbiamo in pratica arricchire chi ci ritira i fidi e non ci dà credito in un momento in cui c'è la crisi, sono aumentate le tasse e i contributi previdenziali a fronte di una contrazione delle concessioni edilizie del 37% nel 2013». Freyrie si rifiuta di prendere sul serio l'Agenda digitale, alla base del Pos obbligatorio:
«Gli Ordini hanno tutti la posta elettronica certificata - racconta - ma la pubblica amministrazione non è strutturata per riceverla; lo stesso ministero della Giustizia non accetta il voto via posta elettronica certificata e ci chiede di continuare a votare "via fax" perché così prevede la legge». E conclude: «Questa è gente che predica bene ma razzola male».

 
 
 
 

 

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