Ho letto con grande interesse l'intervento del dottor Sansa sul progetto Fuksas a Savona. Interesse e rispetto, come da sempre meritano i suoi interventi, perché mossi esclusivamente da intelligenza critica e sincero civismo. Il suo scritto, peraltro, muove in contrastanti reazioni, che cercherò di esprimere.
Prima d'ogni cosa, vorrei eliminare ogni possibilità di equivoco: il progetto Fuksas non è fattibile perché non vi sono nel sito le infrastrutture necessarie, tenuto conto che il livello di congestione dell'Aurelia è già ora non sopportabile. Non è un'opinione, questa, ma un dato oggettivo e non falsificabile. Punto e basta. (...)
So che Sansa è quanto mai sincero; la posizione che illustra nell'articolo è che lo spazio appartiene alla collettività e non ai privati. Direi che le decisioni sull'uso dello spazio appartengono alla collettività e non ai privati. Ciò che temo, è che l'architettura, grande arte testimone dell'intelligenza e creatività umana, possa esser sopraffatta da immotivate anche se oneste prese di posizione a priori. Per concludere, c'è un'ultima considerazione, e questa la rivolgo proprio al dottor Sansa ed alla campagna giornalistica in atto: no credo sia in corso una cospirazione a livello regionale per una nuova ondata speculativo-immobiliare-cementificatoria. Almeno non credo che alcuni episodi possano confermare che stia avvenendo quello che è avvenuto negli anni '60 e '70 del secolo scorso. Non c'è nessun paragone possibile per quanto riguarda i livelli quantitativi, davvero insuperabili, resi impossibili dai diversi strumenti di pianificazione oggi vigenti, e, soprattutto, dalla sensibilizzazione ormai matura avvenuta nella pubblica opinione.