L'architettura e gli architetti italiani sembrano usciti da quello che era definito «uno stato di letargo conservatore e tradizionalista». E non a caso la rivista inglese Architectural Design dedica l'intero numero del mese di maggio all'architettura italiana. Il titolo del fascicolo è "Italy, a New Architectural Landscape". Ne viene fuori un quadro dove, oltre a figure internazionalmente note, quali Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Antonio Citterio, emerge una leva di architetti in grado di competere nel sempre più complesso panorama europeo e mondiale. In particolare Stefano Boeri, per l'approccio sperimentale, Mario Cucinella, per la ricerca orientata sui temi ecologici, Giuseppina Grasso Cannizzo, per un regionalismo non nostalgico, Italo Rota, per una creatività fantasiosa e a tratti surreale, lo studio ABDR, per l'atteggiamento progettuale aperto ai temi della complessità e dell'ingegnerizzazione del processo edilizio.
Sintomo di questo rinascimento sono anche le mostre, come quella dedicata proprio allo studio romano ABDR architetti associati (Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo) presso l'Accademia reale di Bruxelles fino al 27 marzo. E una mostra tematica e antologica con approfondimenti su singoli progetti e opere realizzate, voluta dall'Istituto italiano di cultura: alle immagini proiettate dei progetti e degli schizzi sono affiancati maquette e plastici. Tutto per raccontare 25 anni di ricerca dello studio ABDR, dalla nuova stazione Tiburtina di Roma alla ristrutturazione e l'ampliamento del Palazzo delle Esposizioni di Roma, dalla nuova stazione Alta Velocità di Algeri al nuovo porto turistico di Porto San Giorgio.