A intervalli regolari, ma senza regia, il mondo elegge una città. La sceglie fra le tante che illuminano il pianeta e su questa accende un faro: la città diventa il luogo che tutti vorrebbero visitare, che tutti citano come esempio positivo nei loro discorsi, che tutti utilizzano come modello per rappresentare il modo migliore ( per una città) di esistere in quel momento nel mondo. I suoi abitanti sono ascoltati con interesse, come se la grandezza della città potesse essere trasmessa ai suoi cittadini semplicemente perché essi ne calpestano le strade. Il primato non è mai rigido e forse non è mai univoco, forse dipende dal momento, dal clima del pianeta, da un film, da una canzone, da un romanzo, da un episodio, da una statistica economica. Alla stessa maniera, così come si è acceso, il faro potrebbe spegnersi o spostarsi verso altri orizzonti, basta un crimine, un attentato, un titolo di giornale, un crollo in borsa. Difficile rimanere sulla cresta dell'onda a lungo, più si va avanti e più cresce la volubilità del pianeta.
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Gli amministratori fanno a gara per trasformare la propria città nell'eletta, almeno in un settore. Le occasioni ormai sono tante: Olimpiadi, campionati di calcio, gare di vela, festival della musica o del cinema, convention economiche, conferenze internazionali tra stati, mostre, fiere, esposizioni, vetrine. La competizione è dura, non tutte riescono a spuntarla.
Anche perché se nel mondo esiste una città eletta, per simmetria, ve n'è sempre una considerata al contrario città negletta: il luogo che nessuno vorrebbe visitare, che tutti citano come esempio negativo nei loro discorsi, che tutti utilizzano come modello per rappresentare il modo peggiore ( per una città) di esistere in quel momento nel mondo. I suoi abitanti sono osservati con compassione come se la disgrazia della città potesse essere trasmessa ai suoi cittadini semplicemente perché essi la respirano. Oggi la città negletta per eccellenza è Baghdad ( con i suoi attentati e le sue statue di Saddam), ma anche Kabul ( con i suoi talebani e i suoi burqa) o forse Gerusalemme ( la città eletta da Dio). Anche qui la lista potrebbe essere lunga, il primato è passato di città in città nell'ultimo secolo toccando Sarajevo, Teheran, Mosca, Hiroshima...
(...) Chissà che città sceglierebbero cento italiani (non partenopei) se fosse chiesto loro di indicare il luogo dove nessuno desidera vivere oggi. Ai napoletani meglio non chiedere.