Sarà pronta entro il 2007, o comunque prima delle Olimpiadi del 2008, la nuova vetta del mondo delle costruzioni, il World Financial Center di Shanghai. È in progetto da molto tempo e l'edificazione è cominciata nel 1997. Ma alcuni problemi economici ne hanno rallentato l'avanzamento: dopo la realizzazione delle fondamenta si è fermata qualche anno ed è ripresa soltanto nel 2005. Sarà riconoscibile per via di un'enorme apertura proprio sotto la cuspide. In realtà il primo progetto, stilato dal gruppo Kohn Pedersen Fox, prevedeva un cerchio vuoto, ma questo sollevò una forte opposizione: sembrava somigliare al sole nascente, simbolo del Giappone. E poiché Cina e Giappone a volte non vanno d'accordo... L'idea a molti non piaceva. Il problema è stato risolto dagli architetti che hanno ridisegnato un'apertura rettangolare. Nel frattempo però anche l'altezza dell'edificio è cresciuta: se nel '97 si prevedeva di raggiungere i 460 metri, oggi l'obiettivo è di arrivare a 492 metri. Se verrà rispettato, lo sapremo solo alla fine: il problema infatti è che nel frattempo nella capitale di Taiwan, altra rivale storica della Cina continentale, nel 2004 hanno completato la costruzione di Taipei 101, il noto edificio a forma di pannocchia di 101 piani, alto 509 metri al pennone. Una volta raggiunta quota 492, che cosa ci vuole per montare un pennone di una ventina di metri e superare il record taiwanese?
Il punto è che l'edificio che prende il nome di grattacielo ha diverse valenze: se dal punto di vista economico lo si può considerare il sistema più efficiente per sfruttare al meglio il suolo accatastando su una superficie data una quantità enorme di spazio costruito (e questa ragione probabilmente fu all'origine della concezione dei grattacieli moderni a Chicago e poi a New York), esso riveste anche un'importante funzione simbolica. Secondo Ron Klemencic, presidente del Council on Tall Buildings and Urban Habitat, associazione statunitense che si occupa professionalmente di grattacieli dal punto di vista pratico e teorico, l'orgoglio nazionale è la prima causa motivante la corsa verso il cielo. Per questo oggi sono tanti i grattacieli costruiti in Estremo Oriente. «I governi locali vogliono piantare la loro bandiera e dire che la loro economia si è affermata. Cina, Malesia, Taiwan intendono veramente porsi come il terreno privilegiato per i grattacieli», sostiene Klemencic.
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C'è una domanda che inevitabilmente sorge parlando di grattacieli: c'è un limite all'altezza raggiungibile? Fin quando andrà avanti la corsa? A New York, la Freedom Tower che si sta innalzando sulle rovini delle Torri Gemelle supererà i 500 metri col pennone, ma negli Emirati Arabi Uniti già è in costruzione Burj Dubai che aspira a raggiungere i 700 metri. (...)