Meno libertà sull'appalto integrato per difendere la centralità della progettazione. È quanto chiedono, con una nota unitaria diffusa ieri, l'Oice, il Consiglio nazionale degli ingegneri, il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, e l'Ancpl-Legacoop che lanciano un grido d'allarme sull'appalto integrato rivolgendo al ministro Antonio Di Pietro l'invito a mantenere la promessa di modificare la disciplina dettata dall'articolo 53 del Codice degli appalti pubblici. La norma del Codice degli appalti pubblici, assieme a diverse altre, è infatti sospesa fino a fine di luglio e si chiede di modificarla attraverso il secondo decreto correttivo del Codice, attualmente al Consiglio di stato. 'Ci attendevamo', si legge nella nota, 'che nello schema di secondo decreto correttivo vi fosse traccia dell'impegno del ministro, ma abbiamo trovato soltanto un rinvio della disciplina dell'articolo 53 all'entrata in vigore del regolamento generale del Codice'. Per i progettisti questo non basta: 'È la norma del Codice da cambiare perché con il regolamento nulla si potrà fare se prima non sarà modificata la norma di rango primario'. Nel merito la modifica ha per i progettisti uno scopo preciso: 'Ripensare la liberalizzazione dell'appalto di progettazione esecutiva e costruzione e a limitare fortemente, se non ad abolire, la possibilità di affidare sulla base del progetto preliminare questo tipo di contratto'. Il pericolo è 'un abuso dell'appalto integrato da parte delle stazioni appaltanti, che preferiranno trasferire sull'impresa di costruzione gli oneri progettuali, con una conseguente erosione del mercato dell'architettura e dell'ingegneria e un decadimento della qualità progettuale'. Viceversa, è questa la proposta dei progettisti, 'occorre stabilire che l'appalto integrato può essere impiegato correttamente soltanto in alcuni casi, così come prevedeva la legge 109/94 e, per quel che riguarda la possibilità di affidare l'appalto di progettazione esecutiva e costruzioni sulla base del progetto preliminare (con in offerta il progetto definitivo), o si pensa ad una sua soppressione o bisogna stabilire che sia utilizzabile soltanto per lavori di grande dimensione e quando è essenziale l'apporto progettuale in sede di offerta in virtù dell'estrema complessità dell'intervento. Aspettiamo adesso che il ministro si ricordi della promessa fatta'.