Abitare a MilanoCoesione sociale e caro prezzi
Testata:
Corriere della Sera
Data:
18-04-2007
Autore:
Giorgio Fiorentini
Si può abitare a Milano in vari modi. Stefano Boeri, nel suo libro «Milano. Cronache dell'abitare», li elenca in modo caleidoscopico: abitare in una baraccopoli, in un letto per migranti, in una casa per anziani, per studenti, in un centro d'accoglienza e via via fino alle isole residenziali e ai «ghetti di lusso» dove tutti i servizi sono «su misura». Su questi modi di abitare si possono fare due considerazioni: difficilmente creano coesione e inclusione sociale e i prezzi delle case (e degli affitti) sono troppo cari.
Per risolvere il primo problema bisognerebbe superare le diversità che creano separazioni. Penso che la Milano dell'Expo 2015 debba investire fortemente nello spalmare le diverse etnicità nel tessuto connettivo di tutta la città. Tentando di rompere i ghetti o le aree monoetniche; magari creando una miscellanea di offerta di servizi in sintonia con le varie diversità e già orientati alla prospettiva delle seconde generazioni degli immigrati. Altrimenti si creerà una forza centrifuga che espellerà i meno abbienti salvo piccole enclave di abitazioni di sussidiarietà e di badantismo per la popolazione anziana. (...) |
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