Rutelli scende in campo a difesa del paesaggio italiano annunciando una controffensiva che porterà tra l'altro a censire le emergenze del territorio, modificare il Codice dei beni culturali, demolire dove possibile gli ecomostri, rafforzare le soprintendenze e attivare intese ad hoc con le Regioni. «Il paesaggio italiano è uno dei nostri più grandi patrimoni - spiega il vicepremier e ministro dei Beni culturali - difendiamo lo sviluppo economico, l'industria dell'edilizia, ma scongiuriamo una crescita delle edificazioni che non lascino più ai nostri figli il paesaggio come bene insostituibile per il futuro, per la salute, per l'identità nazionale ». Un appello deciso contro «la crescita esponenziale dei valori immobiliari» che spinge a «cementificare il territorio dell'Italia profonda». Nei giorni scorsi è stato presentato il primo esito del censimento dei casi più critici messo a punto con le relazioni che il ministero ha chiesto a 17 direzioni regionali e 30 soprintendenze per beni architettonici e del paesaggio. (...)