La luce è magìa. La sua natura è ancora incerta per i fisici ma la sua presenza è potente. (...) Originariamente l'architettura era allo stesso tempo immagine e messaggio. Era vero per le piramidi e ancor di più per le cattedrali che nel Medioevo erano un mezzo di comunicazione di massa. Le sue vetrate, le sculture, i mosaici, trasmettevano alla popolazione largamente analfabeta, un modo di interpretare il mondo e la loro posizione in quel mondo. Ma era un'informazione fissa, statica, perenne, che non si rinnovava. Era cristallizzata anche perché la cristallizzazione era parte del messaggio che conteneva. Oggi, invece, viviamo in un'epoca di continuo cambiamento, in cui l'informazione è attiva e interattiva, in cui, come dice Paul Virilio, la velocità con la quale le cose cambiano cambia l'essenza delle cose. L'elettricità ha cambiato il codice genetico dell'architettura, soprattutto per l'illuminazione che ha trasformato le costruzioni da buie in luminose e ha prolungato il tempo di vita delle città, (...)