Un appello a Francesco Rutelli perché sia tutelato il paesaggio dell'agro romano. In una lunga lettera al ministro dei Beni culturali, un centinaio di funzionari della Soprintendenza archeologica della capitale chiede che sia salvaguardato il patrimonio storico illustrato da schiere di vedutisti e celebrato da Goethe, Stendhal e Chateaubriand. Quel paesaggio, che racchiude ricchissime testimonianze antiche, è ora oggetto di «appetiti speculativi» (...) Nell'appello, sottoscritto anche da architetti e assistenti di scavo, si sostiene che la campagna intorno a Roma «appare oggi quasi completamente cancellata nei suoi originari caratteri, deturpata e svilita da un'urbanizzazione incontrollata e sparsa a macchia d'olio».
Il nuovo Piano regolatore della città, scrivono i funzionari della Soprintendenza, poteva essere un'occasione per porre rimedio a questo consumo di suolo pregiato. E invece esso «riduce ulteriormente l'agro romano e porta la superficie urbanizzata da 41 mila a 56 mila ettari circa». A Rutelli si chiede di intervenire «per rafforzare la competenza dello Stato per la tutela del paesaggio e in particolare del paesaggio archeologico, rendendo obbligatorio e vincolante il parere delle Soprintendenze». (...)