Saggistica, design, architettura. La trasversalità di «Compositori»
Testata:
Corriere di Bologna
Data:
04-05-2007
Autore:
Piero Di Domenico
Se la tipografia Compositori (oggi divenuta in ossequio ai tempi Industrie grafiche) occupa ancora un ruolo di primo piano nell'immaginario dei bolognesi, grazie ai suoi 150 anni di attività a suon di piombo e punzoni, la sua derivazione editoriale, l'Editrice Compositori, che oggi opera autonomamente, si può considerare una realtà altrettanto consolidata. Fondata nel 1966, la casa editrice di via Stalingrado si è fatta apprezzare nei suoi 40 anni di attività per pubblicazioni di ampio respiro che nell'ultimo quinquennio si sono concentrate in alcuni settori di prestigio come l'arte, il design e l'architettura, senza trascurare la manualistica universitaria e le opere di documentazione del territorio.
Le molte collane editoriali rivolte a un pubblico di specialisti e di professionisti sono state affiancate e rafforzate da riviste di pregio e di rilievo internazionale (da qui la scelta frequente della pubblicazione in doppia lingua, italiano e inglese): da Ottagono, il mensile di punta diretto da Aldo Colonetti, riferimento per le nuove tendenze a tutto campo del design, con 35mila copie distribuite in 65 Paesi, a Rassegna, trimestrale di cultura architettonica e progetto diretto dallo svizzero François Burkhardt, già direttore del Centro Pompidou di Parigi, passando per OP/Opera Progetto, pubblicazione semestrale dedicata alle grandi opere architettoniche nel mondo. Da qualche tempo il gruppo editoriale diretto da Alessandro Lolli ha deciso, forse stimolato anche dalla constatazione che temi come il design o l'architettura si siano rivelati capaci di parlare non più solo a un ristretto numero di addetti ai lavori, di non accontentarsi più dei settori in cui ha raggiunto livelli di eccellenza, ma di riannodarsi con le proprie radici e di rivolgersi anche a fette più ampie di pubblico. È nata così la collana di saggistica Quadrifogli, che ha esordito di recente con gli appunti del quasi centenario Gillo Dorfles, raccolti in Lacerti della memoria taccuini intermittenti, un volume ideale per arrivare a lettori interessati e curiosi, anche se non necessariamente esperti. (...) |
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