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«Ma io vi farò parlare con le opere d'arte»

 

Il designer di Vertigo

Testata:
Corriere di Bologna
 
Data:
04-05-2007
 
Autore:
Maura Pozzati
 
 
Denis Santachiara, architetto e designer, ha allestito Vertigo, la mostra inaugurale di Mambo. «Ho immaginato un percorso che sottolineasse la contaminazione tra arte e tecnologia. All'ingresso, un imbuto blu notte accoglierà i visitatori».
Il Mambo, il nuovo Museo d'Arte Moderna, apre le porte domani. L'inaugurazione degli spazi ll'ex-Forno del Pane (9.500 metri quadrati di superficie e la collocazione nel centro della città) è una svolta importante per la cultura di Bologna: perché il Mambo si inserisce nel grande progetto di riqualificazione urbanistica e di creazione del distretto della Manifattura delle Arti che, attorno a un parco in fase di ultimazione, vede la presenza della Cineteca di Bologna, degli spazi laboratorio del Dams e della Facoltà di Scienze della Comunicazione e di altre realtà associative e culturali come il Cassero.
Una caratterizzazione verso il contemporaneo e una vocazione alla sperimentazione e alla multidisciplinarietà. La partenza con la mostra «Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web», va in questa direzione, dedicata com'è agli sconfinamenti tra pittura, scultura e multimediale, a partire dalle avanguardie storiche fino ad arrivare all'oggi. (...)
«L'idea generale - dice Santachiara - è di avere un allestimento immateriale, che è poi l'aspetto che caratterizza le nuove tecnologie. Per questa occasione, per una mostra che parla proprio di arte e tecnologia, ho pensato a un allestimento performativo, in linea con tutto il mio lavoro precedente ». Denis Santachiara è un designer-artista-architetto, che ha spesso collaborato agli allestimenti di mostre importanti, lavorando soprattutto con la luce e con le tende bianche. Questa volta ha ideato delle strutture gonfiabili, d'aria, dalle quali escono luci, suoni, colori, animazioni. E si è sempre occupato delle potenzialità linguistiche del design attraverso i processi estetici ispirati alle nuove tecnologie. «Ho ideato, all'ingresso della mostra, un imbuto blu notte, scuro e un po' tetro, che proietta i nomi di 9 artisti importantissimi dell'avanguardia del '900. Quando lo spettatore si posiziona sulla scritta del nome, degli altoparlanti emettono la voce dell'artista, che racconta delle cose».
(...)
 
 
 
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