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  "Caos nei cantieri e collaudi facili ecco perché si muore in ospedale"  

"Caos nei cantieri e collaudi facili ecco perché si muore in ospedale"

 

Un tecnico spiega la tragedia di Castellaneta

Testata:
la Repubblica
 
Data:
08-05-2007
 
Autore:
Jenner Meletti
 
 
Proprio in questi giorni sta collaudando la nuova ala (200 posti letto) delle degenze di chirurgia del Sant'Orsola. Un pezzo nuovo di ospedale, ancora vuoto, inaugurato sabato da Romano Prodi. «Io credo di sapere - dice l'ingegnere Roberto Ballardini - cosa può essere successo nell'ospedale di Castellaneta. Posso azzardare un'ipotesi perché conosco bene i cantieri italiani dove - questa la causa dei guai - non c'è più nessuno che pensa, che organizza, che controlla. Sulla carta tutto è in regola, perché le imprese hanno certificazioni Iso e tutto il resto. Poi, sul campo, si fanno le Ati, le associazioni temporanee di impresa, e ognuno fa quello che vuole. E poi ci sono gli appalti, i sub appalti, i sub sub appalti.... Vai in un cantiere e chiedi di fare un prelievo per il collaudo e ti va bene se capiscono la richiesta: spesso trovi solo marocchini e romeni».
L'ingegnere non vuole certo difendere i collaudatori («Sperando che ci siano stati») di Castellaneta, ma dice che «l'errore si annida nella confusione». «Non ci sono più i capi cantiere - quelli che resistono hanno più di 65 anni - e spesso non c'è chi sia in grado di leggere i disegni. In questo caos, può succedere che un operaio non controllato modifiche l'impianto del gas e che nessuno sia in grado di avvertire chi deve fare i controlli». Nei cantieri ospedalieri, almeno al Nord, le cose funzionano meglio. «Nel cantiere del Sant'Orsola trovo un direttore dei lavori e due o tre ingegneri. Certo, dopo le notizie lette sui giornali, i miei collaboratori stanno controllando tutto, anche i tubi dei gas. Ma ogni collaudo si fa a campione. Io faccio quelli statici, ed ad esempio ho controllato - con pesi e verifica delle deformazioni - i solai e i pilastri, ma solo a campione. I miei colleghi - ci sono i collaudatori statici, meccanici ed elettrici, tutti ingegneri coordinati e guidati dal "tecnico amministrativo" che stabilisce se il lavoro vale i soldi spesi - hanno trovato ad esempio tubature che "fischiano" e stanno risolvendo il problema. Ma il collaudatore arriva per controllare ciò che già dovrebbe essere garantito dal direttore dei lavori e dalle imprese stesse. Se i cantieri hanno lavorato nel caos, è difficile trovare tutti i guasti. E la nuova Bersani aggrava la situazione. La legge 494 del 1996 prevede che ci possano essere ribassi sui costi delle opere ma non sulla sicurezza. Ma chi controlla? Ci vuole un professionista, che però chiede una parcella. Ebbene, la Bersani ha tolto i minimi parcellari e adesso nei cantieri si scannano per offrire i controlli di sicurezza a prezzi sempre più bassi: contratti da 300.000 euro sono passati a 30.000. E con quei soldi, chi ha vinto non si presenta certo in cantiere tutti i giorni».
(...)
 
 
 

 

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