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  Calatrava: più costi e ritardi per colpa della legge italiana  

Calatrava: più costi e ritardi per colpa della legge italiana

 

L'architetto spagnolo: «Faccio ponti audaci, non imprudenti»

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
09-05-2007
 
Autore:
Martina Zambon
 
 
«Non temo le critiche giuste che mi vengono mosse ma in questi mesi ho sofferto di critiche ingiuste e ingiustificabili, io di questo ponte sono il progettista e il direttore artistico, non il direttore tecnico dei lavori».
Santiago Calatrava, l'architetto- ingegnere catalano che ha legato il suo nome al futuro quarto ponte sul Canal Grande, fra Piazzale Roma e la stazione, è sbarcato in laguna ieri sera e dall'aereoporto è stato accompagnato direttamente ai piedi del «suo» ponte ospitato dalla ditta Faggioli lungo la banchina dell'Azoto a Marghera. Con lui anche il sindaco Massimo Cacciari, l'assessore ai Lavori Pubblici di Venezia Mara Rumiz. Calatrava è arrivato in città proprio nel bel mezzo dell'ultima polemica, quella sulle fondazioni che non terrebbero la spinta del ponte a campata unica. Una tale bufera di polemiche che lo spinge a convocare i giornalisti sul posto per rispondere a un fuoco di fila di domande sul perché tempi e costi siano ormai fuori controllo. Dai 4,7 milioni di euro iniziali si è arrivati a 10,7 di spesa presunta per ora, dall'inaugurazione prevista nel 2004 si è passati a scommettere che l'anno buono sia il 2008.
Calatrava non si scompone e assicura che stavolta ci siamo davvero. Cerca con gli occhi l'appoggio di Giorgio Romaro, l'ingegnere che negli ultimi mesi ha preso le redini del progetto. Si difende con fermezza ma senza polemizzare, «l'architetto dei ponti».
Ponti « audaci ma non imprudenti » sottolinea mentre lo sguardo scivola costantemente verso l'arco rosso fuoco dello scheletro in acciaio. Calatrava non nega che ci siano stati dei problemi: «Sapevo sarebbe stato un processo lungo - commenta - ma non posso che essere amareggiato dalla legislazione italiana, in una città così speciale, la legge non deve imporre ditta e fornitori al ribasso. La città dovrebbe essere libera di scegliere i migliori. Sto costruendo due ponti, a Dallas e Gerusalemme, più complessi di questo, con una ditta di Pordenone di cui sono entusiasta». Calatrava non li nomina, ma le sue parole suonano come un attacco alla Cignoni e alla Lorenzon che si sono succedute nell'arco dei lavori.
(...)
 
 
 

 

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