«Non possiamo non amare Lorenzo sempre più intensamente... «. Lorenzo è Lorenzo de' Medici, Il Magnifico, chi scrive - in latino, lettera vergata a mano - è Ludovico il Moro, che così si rivolge all'amico nel momento in cui gli dona, il 16 luglio 1486, un palazzo con giardino nel centro di Milano, zona Magenta, perché il principe possa avere, nei suoi soggiorni cittadini, una residenza degna del suo rango. Una parte di quel giardino sopravvive ancora dietro il portone dello stabile di via Terraggio 5. Ha più di cinque secoli e una lunga storia di battaglie ingaggiate dai cittadini con il Comune per farlo aprire al pubblico. La promessa c'era stata già nel 2002, mai onorata. Ma ora qualcosa si è mosso. A fine anno il giardino potrebbe finalmente aprire al pubblico, con un ulteriore ingresso anche da via Sant'Agnese.
Piccolo, raccolto tra le mura delle case, silenzioso e ricco di piante, unico nel suo genere con quell'accesso da un portone, il giardino era stato difeso da un comitato di cittadini qualche anno fa, quando sembrava che il Comune volesse cederlo alla confinante università Cattolica, che ci avrebbe fatto aule, 15 mila metri cubi di cemento. Per la sua sopravvivenza si erano mossi anche nomi noti: gli architetti Alessandro Mendini, Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Alberto Ferruzzi, presidente di Italia Nostra, lo storico dell'arte Carlo Bertelli, l'editrice Rosellina Archinto. Alla fine il Comune, che è proprietario del palazzo e dell'area verde fin dagli anni 30, accettò: il giardino sarebbe stato «reso agibile per la cittadinanza dal momento che la zona non dispone di altri spazi verdi fruibili» scrisse allora, cinque anni fa, il vicesindaco De Corato. Invece tutto si fermò e il giardino rimase chiuso.
(...)