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Shopping, ecco i trucchi per vendere di più

 

Architetti, psicologi e designer studiano nuove tecniche da applicare a supermarket e concept store

Testata:
la Repubblica
 
Data:
11-05-2007
 
Autore:
Alessandra Retico
 
 
Entri ed è tutto bianco e trasparente, ci sono molti ragazzi che chiacchierano e una musica dolce in sottofondo. È un negozio anche se non sembra, perché gli oggetti da comprare sono mischiati con altri che puoi provare, usare e poi lasciare lì. Ci sono poltrone, computer collegati a internet, riviste e un buon caffè. Gli Apple Store come quelli a Soho e sulla Quinta a New York ti fanno fare un'esperienza, così dicono gli esperti. Luoghi dove incontri persone come te, cui piacciono le stesse cose tue, che condividono un modo di vedere e consumare il piacere. Ecco, così stanno diventando i punti vendita delle marche più note ma anche dei supermercati, posti dove l'acquisto non è più una necessità, ma un'espressione di sé, un'occasione di conoscenza. Shopping experience, appunto esperienza dello shopping, un'attività che mette in circolo emozioni e seduzione prima di tutto, poi prodotti e merci. Non è che ha messo l'anima il commercio, è che è più attrezzato di prima, scientifico quasi: niente è casuale nei grandi magazzini o nelle boutique di lusso, dalle luci alle musiche, dal percorso agli odori alla disposizione degli oggetti. Tutto ha un significato, un progetto, un obiettivo. Coinvolgere il consumatore, farlo sentire a suo agio, rilassarlo e interessarlo. Perché così sceglie meglio, si affeziona al logo, entra in uno stile.
Molto è cambiato dalla vecchia bottega, chi vende e chi compra sta in una relazione articolata e sottile. Sta in uno strano e nuovo legame sociale. Il "punto vendita" si adegua, mette in campo specialisti e arti in commistione: designer, pubblicitari, architetti, psicologi, sociologi. Un servizio sulle tecniche di shopping su Mente & Cervello di questo mese usa giustamente nel titolo la parola psicologia. E ci spiega perché quando si entra in un supermercato c'è sempre prima la frutta e la verdura: per comunicare freschezza. E come sia quasi chirurgica la distribuzione dei prodotti negli scaffali, come le merendine ad altezza di bambino. E quanto è importante la luce, l'architettura del percorso, i profumi in giro e la musica sempre. Il packaging, moltissimo: la confezione com'è fatta e presentata conta più di quel che c'è dentro. I cinque sensi stuzzicati per molti peccati. Il retail design si occupa di tutto questo, disegnando appunto il dentro e il fuori della nostra dimensione consumistica. (...)

"Chi consuma cerca il piacere": intervista a Michele Trevisan, industrial designer. (...) Come sono gli spazi del consumo contemporaneo?
«Sono luoghi misti, dove i prodotti giocano un ruolo secondario. I caffè di Starbucks sono un buon esempio: la catena americana del caffè offre un ambiente dove intrattenersi prima che una tazza fumante. Si va con il computer e si usa la connessione wireless, ci sono riviste da sfogliare, cd da ascoltare. Si incontrano gli amici, ci si studia, si occupano i tavoli anche per ore senza che nessuno ti dica niente. Un marchio che vende uno stile prima di tutto. Racconta un valore, crea un ambiente sociale». (...)


 
 
 
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