È come scossa da una febbre da parto la città, in attesa entro pochi anni di veder comparire le cime di molte nuove torri, sulla mappa interi quartieri. Gestazioni tormentate, tra entusiasmi e scetticismi. È non per caso dedicata alla città che cambia la quarta edizione della Festa per l'Architettura, organizzata dalla Triennale, coordinata da Fulvio Irace. Fino al 7 luglio incontri, convegni, studi aperti al pubblico, racconteranno come oggi si costruisce Milano, come e se è possibile accompagnare le evidenti mutazioni sociali in corso sul territorio.
Perno della festa saranno tre esposizioni. La prima, aperta ieri, ViviMi. Città di città, immagini e scenari in mostra, realizzata da Comune e Provincia insieme con il Politecnico. L'allestimento di Elio Carmi è costruito attorno a cinque ipotetiche domande del visitatore sulla città metropolitana. Com'è, come cambia, chi ci vive, che futuro ha. Uno spazio teatro, crocevia di dibattiti (vedi riquadro) è invece dedicato a immaginarla. Inaugura il percorso un grande pannello: una mappa sinottica di undici comuni, forme affastellate, il puzzle della fantomatica grande Milano. Piccoli e grandi centri votati ognuno a esaurire diverse vocazioni produttive dell'immenso agglomerato. Una megalopoli chiusa agli estremi, da nord in senso orario, da Varese, Bergamo, Pavia e Novara. Accanto, un video racconta l'area attraverso i movimenti che la flagellano. Rumori, scorci disordinati rubati al traffico si legano per assonanze alle cifre stupefacenti che tagliano lo schermo: 570.000 spostamenti giornalieri, 350.000 interni al centro. (...)
Chiude il percorso una suggestiva installazione sonora di Silvio Wolf, Voce delle parole: 32 milanesi, 16 etnie, 16 idiomi si confondono in un sentiero acustico e luminoso dove le note della diversità somigliano ad irripetibili suoni di una melodia urbana.