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La casa-fabbrica a colori dei mitici Campi Flegrei

 

Giancarlo Cosenza rievoca in un libro il progetto paterno della Olivetti

Testata:
la Repubblica
 
Data:
26-05-2007
 
Autore:
Pasquale Belfiore
 
 
Un imprenditore come Adriano Olivetti, un architetto-ingegnere di nome Luigi Cosenza, un'area pedecollinare affacciata sul golfo di Pozzuoli. Nella prima metà degli anni Cinquanta nasceva la fabbrica più bella e moderna d'Europa perché non aveva nulla delle tradizionali forme degli stabilimenti industriali, appariva piuttosto una casa organizzata intorno a una corte, con pareti colorate, giardino con fontana, biblioteca e grande sala da pranzo. Sembrava poi che la costruzione fosse stata lì da sempre, tanta era intima l'integrazione che l'architettura aveva realizzato con il mitico paesaggio dei Campi Flegrei.
Piero Porcinai aveva sapientemente curato l'architettura del verde, Marcello Nizzoli era stato lo scrupoloso consulente per il colore. Fu inaugurata il 23 aprile del 1955 e divenne ben presto una icona dell'architettura italiana del tempo, sia per la concezione e la forma innovative che per il suo felice inserimento paesaggistico.
(...) Questo libro curato con rigore e passione da uno dei figli di Cosenza, Giancarlo, rievoca tutto questo e soprattutto documenta la storia del progetto della fabbrica, a partire dall'incontro con Adriano Olivetti nel 1951 fino alla attuale trasformazione del complesso in centro di formazione.
Una storia corale quella che emerge dal saggio, a più voci e su più scenari: dell'architettura si occupano Cesare de Seta (che ci offre una inedita e interessante lettura dei disegni preparatori del progetto), Franco Purini, Alberto Campo Baeza, Carlos Martì Aris, Paolo Pejrone e Stanford Anderson; testimonianze vengono da Mimmo Jodice (con testo e soprattutto immagini), Francesco Rosi ed Ermanno Rea; nell'antologia degli scritti coevi sono presenti Mario Labò, Cesare Musatti, Roberto Guiducci e Giulio Carlo Argan, come dire i nomi più qualificati a parlare di Cosenza e della sua migliore realizzazione che è stata anche vincolata, a norma di legge, come opera di architettura meritevole di tutela e conservazione.
(...)
 
 
 

 

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