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  Institut Supérieur d Architecture Intercommunal de Mons (ISAI) , National University of Ireland Galway - Faculty of engineering , National University of Ireland Galway - Faculty of engineering , Workshop: "Colour edition" - Trani , America , I musei virtuali nuova 'chance' per lo sviluppo dei beni culturali  

I musei virtuali nuova 'chance' per lo sviluppo dei beni culturali

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
28-05-2007
 
Autore:
Silvia Dell'Orso
 
 
Da tempo Francesco Antinucci va ragionando sulle potenzialità delle tecnologie digitali applicate alla comprensione delle opere d'arte. Direttore di ricerca all'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr, il professor Antinucci ci aveva già spiegato parecchio nel suo libro "Comunicare nel museo", pubblicato da Laterza nel 2004. Ed è dello stesso editore questo nuovo pamphlet che fin dal titolo, "Musei virtuali", chiarisce come l'autore, lungi dall'essersi perso d'animo, riprenda le fila di un discorso mai abbandonato. Perché, si chiede Antinucci, l'Italia ha perso l'opportunità di far capire meglio gli oggetti che costituiscono il patrimonio culturale, così ostico da comunicare? Fatto tanto più inspiegabile se si pensa che «i beni culturali hanno assunto, complice la vorticosa e inarrestabile crescita del turismo, un'importanza centrale nelle strategie politicomanageriali di un paese come l'Italia».
La tecnologia, mentre in Italia si cincischiava, «non solo ha mantenuto le promesse, ma è andata oltre persino le più ottimistiche previsioni». Non è difficile al professore spiegare come e lo fa ricorrendo a una sua vecchia conoscenza: la ricostruzione virtuale della tomba di Nefertari, presentata in una mostra a Roma nel '94, visitatissima. «Il computer sul quale 'girava' Nefertari, il Silicon Graphics Onyx Reality Engine - spiega Antinucci - aveva una velocità del processore di 150 Mhz, una RAM di 256Mb, un hard disk da 2 Gigabyte e costava, con il software di sviluppo, l'equivalente di circa 1 milione di euro. Il piccolo portatile su cui sto scrivendo ha un processore da 2400 Mhz, una RAM di 1024Mb, un hard disk da 60 Gigabyte, e costa circa 1000 euro». Antinucci s'interroga su come colmare le lacune di comprensione che separano le opere d'arte dal mondo reale, alla base della sostanziale diserzione di musei e luoghi d'arte. (...)
 
 
 

 

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