Un libro ricostruisce la Bologna degli anni Trenta attraverso la sua architettura. «Sono gli anni in cui la Bologna fascista supera poco a poco la dimensione agricolo- commerciale per proiettarsi verso una dimensione industriale. Sono gli anni in cui la città vive anche uno sviluppo urbanistico oltre il centro storico, aprendosi verso le zone periferiche, in cui si progetta il quartiere fieristico e l'impianto delle aree della tangenziale». Un'analisi socio economica della città quella di Angelo Varni, uno degli autori, che oggi, alle 16.30 all'Oratorio di San Filippo Neri, presenterà il volume «Giuseppe Vaccaro. Architetture per Bologna» (Editrice Compositori) insieme a Mauro Felicori, Raffaele Milani, Piero Orlandi e Paolo Pupillo.
In un contesto in cui Bologna, nel primo dopoguerra, con scarsi mezzi economici rispetto alle tendenze moderniste dell'architettura internazionale, concepisce «la straordinaria invenzione della politica quartieristica», protagonista indiscusso è Giuseppe Vaccaro, «non solo progettista di forme e superfici ma professionista dotato di una saggezza tecnologica oggi dimenticata». Il libro esce dopo due anni trascorsi a ricomporre carte inedite da archivi pubblici e privati bolognesi. Se ne è occupato l'architetto Giuliano Gresleri, curatore del volume insieme a Maristella Casciano. (...)