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Case con il passaporto energetico. A partire dal 1° luglio 2009 anche chi vorrà vendere un appartamento privato sarà obbligato ad attestarne il grado di efficienza energetica, in modo da consentire ai possibili acquirenti di conoscerne preventivamente i costi di gestione. Ogni edificio sarà quindi assegnato a una determinata classe energetica, un po' come avviene attualmente per gli elettrodomestici e, mutatis mutandis, per le auto. La classificazione avrà quindi un impatto immediato sui valori di mercato degli immobili, abbastanza modesto sui prezzi degli appartamenti, nell'ordine dello 0,5% del valore complessivo, di maggiore evidenza, invece, per quanto riguarda gli immobili commerciali e industriali. È questa l'opinione di Oliviero Tronconi, docente di tecnologia dell'architettura e di strategie e organizzazione del comparto immobiliare del Politecnico di Milano, che ha avuto modo di approfondire l'argomento nella preparazione di una ricerca sulle condizioni del mercato immobiliare italiano commissionata all'ateneo milanese dal Forum delle organizzazioni immobiliari e presentata durante lo svolgimento dell'Expo Italia real estate dello scorso maggio. La cosiddetta certificazione energetica degli edifici, vale a dire la valutazione delle prestazioni degli immobili in termini di consumo di energia, è stata resa obbligatoria dalla direttiva europea n. 2002/91/Ce, recepita in Italia con il dlgs n. 192/2005, recentemente corretto e integrato dal dlgs n. 311/2006. A partire dal luglio 2007 anche i vecchi edifici (ossia quelli costruiti o in fase di costruzione alla data di entrata in vigore del dlgs n. 192/2005, avvenuta l'8 ottobre del medesimo anno) dovranno essere certificati dal punto di vista energetico nel momento in cui verranno immessi sul mercato o, qualora abbiano una metratura superiore ai 1.000 metri quadrati, allorché sia messo in vendita l'intero immobile. Le operazioni di certificazione dovranno essere svolte da appositi soggetti, secondo i criteri che dovrebbero essere resi noti a breve dal ministero delle attività produttive. (...)