Quando l'architettura viene sconfittaLa mostra ViviMi alla Triennale
Testata:
la Repubblica
Data:
15-06-2007
Autore:
Luca Beltrami Gadola
La mostra ViviMi alla Triennale spiega che tra il 2000 e il 2004 nella provincia si sono costruiti 68 milioni di metri cubi di nuova edilizia.
Come sono queste nuove costruzioni? Come quelle che le hanno precedute. Il guaio delle mostre è di subire il fascino delle belle immagini, anche se sono immagini che non rappresentano nulla di bello e, con questo involontario artificio, imbelliscono tutto. Bisogna proprio che il soggetto sia terribile perché una sua bell'immagine solleciti in noi solo orrore, disgusto o pietà. Senza arrivare a tanto dico che la mostra ViviMi ha nobilitato una realtà che, per chi la conosce, non è quella descritta, è peggio. Basta girare per la provincia in automobile, lasciare i nuclei storici dei centri abitati, per provare un senso di disagio visivo e d'inquietudine in questo quasi continuo di costruito fatto di piccoli lotti impenetrabili circondati da muri di cinta o da siepi: la fuga nel privato che pone un'infinità di problemi e d'interrogativi. (...) Una cultura del tutto impermeabile, direi anzi ostile, alla cultura urbanistica prevalente tra i cultori di questa disciplina: una sconfitta dell'urbanistica ragionata, che vuole essere allo stesso tempo almeno parsimoniosa nell'uso delle risorse territoriali ma non preconcettualmente ostile ad ogni trasformazione o sviluppo. Dal mero punto di vista estetico, salvo rarissime eccezioni, le case unifamiliari sono il peggio che si possa immaginare (non solo in Brianza od in Italia) ed anche qui il deficit di cultura ma anche di tradizione ha colpito ancora. La casa unifamiliare in Italia, a differenza dell'Inghilterra o d'altri paesi soprattutto nordici, non ha storia né modelli storici. Quanto all'architettura, venendo ai nuclei urbani, le cose non vanno molto meglio. (...) |
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