Ci si metteranno in dieci, da oggi, a disegnare soluzioni diverse per un problema affascinante e difficile come un puzzle secolare: restituire una forma definita e una funzione museale moderna al Museo Diocesano di Corso di Porta Ticinese, che occupa lo splendido chiostro domenicano dietro Sant' Eustorgio e da sei anni offre come facciata provvisoria un rettangolo di muro, là dove le bombe della seconda guerra mondiale hanno distrutto il quarto lato del porticato e scavato un vuoto malamente occupato dal parcheggio. Come se non bastasse, il tutto a pochi metri dalla grana monumentale della movida molesta alle Colonne, proprio sul passaggio degradato e disseminato ogni notte di cocci e bottiglie tra Ticinese e parco delle Basiliche. Da ieri sono ufficiali i nomi dei dieci architetti, selezionati su 98 concorrenti da tutto il mondo, tra i quali il prossimo 23 ottobre sarà scelto il vincitore per l' impresa. Il direttore del museo diocesano Paolo Biscottini, membro della commissione selezionatrice, alla conferenza stampa di annuncio (con l' assessore al Territorio Masseroli, il presidente della commissione Giovanni Oggioni e architetti come Luigi Caccia Dominioni) ha raccomandato la pubblicazione, a bando chiuso, delle proposte di tutti i concorrenti, tanto è rimasto colpito dalla qualità generale. Sarà forse difficile, perché tra gli scartati ci sono anche nomi eccellenti, ma per intanto i dieci finalisti rappresentano un buon campione di approcci e provenienze. Tre milanesi (Cino Zucchi, Antonio Citterio, Marco Cerri), il genovese Paolo Brescia, due spagnoli (Llinas Carmona che a Barcellona ha fatto biblioteche e musei e Ortiz Garcia che ha progettato a Burgos e Amsterdam), l'austriaco autore di audaci chiese Tesar, il portoghese anch'egli famoso per gli edifici religiosi Goncalves, i londinesi Adam Caruso e David Chipperfield, star internazionale con studio anche a Milano. (...)