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Architetture diverse

 

Il professionista bolzanino a Venezia

Testata:
Corriere Alto Adige
 
Data:
23-06-2007
 
Autore:
Nadia Marconi
 
 
Parlare di Classicismo architettonico, nel 2007 può sembrare anacronistico. Ma nella commistione di stili che caratterizza l'epoca «neobarocca» che stiamo vivendo, il ritorno all'uso di elementi architettonici antichi come quello della colonna, alla quale viene addirittura ridato lo status di elemento portante, non deve certo stupire. In ogni caso questa premessa non sarebbe neanche necessaria se si tenesse conto di quel legame inscindibile che ha avvolto il Neoclassicismo e quello che parrebbe esserne stato il movimento antagonista, il Romanticismo. Nulla contraddice nulla ed il passato è un bagaglio ricco di archetipi che restano nella collettività umana, con il loro portato di significati e riferimenti che vanno anche al di là di una percezione cosciente, piazzandosi dritti dritti tra le pieghe di un subconscio impregnato da tracce di culture millenarie.
Alessandro Perucatti, architetto bolzanino, è uno di coloro che non ha paura di guardare verso il passato, attingendo forme e concezioni architettoniche, semplici ed elementari come quella della colonna. Elementi «naturali», come li definiva la Classicità greca. Dal grande maestro Aldo Rossi, suo insegnante presso la facoltà di architettura di Venezia, Perucatti ha imparato che un edificio per essere postmoderno non ha bisogno di perdere di vista il contesto nel quale viene realizzato, e che non serve che infranga le regole dell'armonia, ma che anzi, crei un'osmosi con ciò che lo circonda. «In questa architettura ha una grande importanza la luce e la semplicità della struttura » (Aldo Rossi). Perucatti spiega che nella sua architettura, la natura svolge un ruolo fondamentale, divenendo elemento primario nella fase progettuale, della quale sottolinea l'elemento manuale, ossia il disegno a mano e la colorazione. «Sono molto legato allo spirito di Realtà e Natura - spiega l'architetto - il che si realizza nella semplicità e pulizia».
(...)
 
 
 

 

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