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«Gli spazi abbandonati? Rivivono con la cultura»

 

Il libro «ToReplace» suggerisce il riuso

Testata:
Corriere Alto Adige
 
Data:
27-06-2007
 
Autore:
Vanja Zappetti
 
 
Bolzano e provincia, arte, cultura. È luogo comune che gli spazi a disposizione della comunità locale non siano adeguati a soddisfarne la domanda. Come in ogni luogo comune, v'è un fondo di innocenza: forse la conoscenza della realtà locale è legata più a pour parler che ad una reale consapevolezza. Come in ogni luogo comune, v'è un fondo di verità: forse i posti conosciuti ai più non permettono di organizzare né di frequentare quegli eventi a basso costo che altrove hanno permesso il successo dell'alternativa culturale a «bassa definizione ».
La Ripartizione Cultura italiana della Provincia, grazie al lavoro dell'assessore Cigolla e di Antonio Lampis, ha messo ora a disposizione di tutti gli appassionati un libro, intitolato «ToReplace», nato con l'intenzione dichiarata di aiutare i creativi locali a tenere al passo coi tempi la scena artistico-culturale sudtirolese. ToReplace, ossia riposizionare, titolo scelto ad emblema della concezione di base dell'opera: utilizzare in maniera proficua realtà sottout ilizzate.
Questo l'obiettivo pratico. Alla base, ovviamente, l'impiego int elligente delle risorse a disposizione quale filosofia di vita.
Il tutto è frutto di una ricerca sviluppata dall'equipe di Luca Emanueli, architetto e docente universitario a Ferrara, che già aveva lavorato al riutilizzo di strutture abbandonate per fornire passerelle alternative a un noto marchio della moda italiana. A Denis Isaia, tra i principali curatori dell'opera assieme a Pietro Tomas, abbiamo chiesto di riassumere quali ne siano i contenuti: «S'è voluto individuare una prima mappa di luoghi sconosciuti ai più. Ambienti, luoghi suggestivi, evocativi, mai semplici contenitori di eventi, ma spazi che diventino parte dello spettacolo, magari persi nella memoria di usi passati (fabbriche abbandonate, vecchi percorsi ferroviari) oppure costruiti e mai utilizzati (capannoni sfitti, strutture che hanno cambiato destinazione).
Ambienti che possono essere convertiti con poche operazioni e scarse risorse in luoghi per eventi e produzioni culturali. (...)
Il libro pare uno strumento appropriato nel contesto di una scena artistica locale che si lamenta per la carenza di spazi utili. (...)
 
 
 
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