Nessuna meraviglia. Né San Pietro né Chartres, né la Cappadocia né le reducciones, né la Pietà né la Sagrada Familia... Niente da fare: alla data topica dello 07-07-07 (leggi: sabato 7 luglio), a Lisbona, verranno proclamate in mondovisione le «nuove» Sette meraviglie del mondo, dopo un sondaggio - molto mediatico e a pagamento - che dura da ben 7 anni e ha creato qualche polemica; beh, tra i 21 finalisti non c'è nemmeno un capolavoro cristiano. Sì, a dir la verità una nomination l'ha meritata il Cristo del Corcovado, il colosso di Rio che ha fatto da modello anche a una pubblicità di Ronaldo; ma dicono che sia entrato in finale più per le pressioni del presidente brasiliano Lula che per merito artistico; per non parlare poi del suo significato religioso. Per il resto, sembra che gli organizzatori del concorso planetario (una fondazione patrocinata da un miliardario svizzero-canadese) si siano messi d'impegno ad evitare qualunque oggetto avesse un richiamo sia pur lontanamente cattolico: macché cattedrali gotiche, le uniche «chiese» in lizza sono Hagia Sophia di Istanbul e il Cremlino (ovvero due ex basiliche trasformate ad altro scopo); ma quale Santo Sepolcro: i «luoghi santi» del Terzo Millennio sono al massimo i templi buddhisti di Angkor (Cambogia) e le piramidi atzeche del Messico... Tutte opere d'arte indubitabili, intendiamoci (qualche perplessità in più ci sarebbe, ad esempio, sul castello di Biancaneve in Austria: manco fosse uno dei manieri della Loira...). Ma è possibile che duemila anni di grandiosa civiltà cristiana - per molti secoli la civiltà tout court - non siano stati in grado di produrre nemmeno una «meraviglia»? Siamo proprio sicuri che la Torre di Pisa (un campanile cristiano, non dimentichiamolo) non valga quanto una scontata Tour Eiffel e Stonehenge sia più megalitico delle chiese rupestri di Lalibela, Etiopia? Non possiamo crederlo. (...)