ArchiWorld Network

Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

 
  ISTITUZIONE , Documenti CNAPPC , Video CNAPPC , Urban Pro:al via il Patto per le Città , Urban Pro:al via il Patto per le Città , Urban Pro:al via il Patto per le Città , «Abbattiamo i quartieri San Siro e Calvairate»  

«Abbattiamo i quartieri San Siro e Calvairate»

 

Comune, dibattito sul futuro delle periferie

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
05-07-2007
 
Autore:
Rossella Verga e Armando Stella
 
 
1)
«Abbattiamo i quartieri San Siro e Calvairate»

San Siro e Calvairate, due quartieri da abbattere. Ad invocare le ruspe contro i «ghetti» di Milano è il presidente della commissione Servizi sociali Aldo Brandirali, di FI, che ieri ha promosso un dibattito sulle periferie come prova generale del consiglio straordinario sulla casa che si terrà a settembre. «Alcuni quartieri popolari - ha osservato - sono ormai irrecuperabili, tanto vale prevedere l'abbattimento dei nuclei più degradati e ricostruire poi nuovi insediamenti con funzioni anche di natura commerciale e sociale». Brandirali sottolinea che l'esperienza di altre città, in Inghilterra, Germania e Olanda, indica che questa è la strada giusta: «Del resto la natura di ghetto di certi quartieri come San Siro o Calvairate - insiste - è ormai immodificabile ». Per il consigliere i contratti di quartiere e gli esperimenti di riqualificazione avviati dal Comune finora non hanno centrato l'obiettivo: «La nostra urbanistica è di alto livello - premette - ma ci sono enclave all'interno della città che non riescono a cambiare volto. Penso all'Erp, alle case popolari che sono state realizzate come ghetti e tali restano». Brandirali ribadisce che «la vera sfida è quella di diffondere il ceto medio in tutte le aree cittadine». Parola chiave, «diversificazione sociale». (...)

2)
Fuksas: serve coraggio, boulevard e giardini al posto degli eco-mostri

Parliamo di periferie?
«Lo faccio da una ventina d'anni, ormai».
Cambiato niente?
«Continuo a non essere d'accordo con la mitologia del trash dei primi Ottanta, per cui "basta che le cose siano radicali e diventano straordinarie". Tipo: "Meglio il brutto del bruttino". È ora di finirla. I problemi d'oggi sono diversi e non ideologici. Lo dico in due parole?».
Quali?
«Invece di essere un luogo limite, borderline,
la periferia è ormai tutta la città e l'Italia intera. Eppure si fa finta che la vita sia un sogno...». Un sogno, certo, perché la realtà è fatta di «casermoni popolari mostruosi», vere «sacche di disperazione», «tanta brutta edilizia anni Settanta dove la gente vive male». Massimiliano Fuksas, 63 anni, l'architetto che va «sempre fiero della Fiera» di Rho-Pero, è uomo dalle idee forti: «Dovremo pur porci il problema dell'abusivismo, dell'illegalità...».
A Milano, gli inquilini delle case popolari fanno le ronde nei cortili per combattere il racket degli abusivi. Allora, che si fa?
«Quando uno ha il tumore al pancreas, l'agopuntura non serve. Bisogna asportare subito il cancro con altri strumenti».
Dunque, si rade al suolo?
«Sì. Ma la demolizione da sola non funziona in questi luoghi, con tutta la disperazione che si portano dietro».
E cos'altro serve?
«Non ci sono ricette, serve un'alchimia. Per risanare Port de Bouc, banlieue di Marsiglia dove la gente stava asserragliata in casa per paura di droga e delinquenza, ho demolito e ricostruito, cambiato skyline, trasformato una strade in boulevard, fatto giardini... Lì ha funzionato il buon senso. Certo, qui è più difficile...».
Perché più difficile?
«Abbiamo talmente tanti problemi che non sappiamo più come gestirli. E poi: che architetture di sostituzione facciamo? C'è poca buona architettura in Italia, va detto». (...)
 
 
 

 

e-mail AWN

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  • Segnala questa pagina su Delicious
  • Impossibile Trovare il Template con Nome NEWS