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  Paolo Gotti , "Sardegna. Un altro pianeta" , "Sardegna. Un altro pianeta" , Gli architetti escono dal Comitato unitario delle professioni , Fedele e resistente: così il legno  

Fedele e resistente: così il legno

 

Il materiale della bellezza

Testata:
la Repubblica
 
Data:
05-07-2007
 
Autore:
Ilaria Zaffino e Matteo Thun
 
 
1) Fedele e affidabile
Il legno, si sa, è galantuomo. Nel senso che è difficile trovare sorprese. Difficile cioè che possa deviare dalla norma». Riassume così, con una parola, Ario Ceccotti, direttore dell'Ivalsa di San Michele all'Adige (l'istituto per la valorizzazione del legno del Cnr), le caratteristiche del materiale usato per realizzare un palazzo di sette piani in grado di resistere a un terremoto pari a quello che nel '95 ha distrutto la città di Kobe, in Giappone. E proprio in Giappone, in autunno, la palazzina antisismica verrà presentata e messa alla prova, simulando un terremoto della stessa magnitudo. L'esperimento fa parte del progetto Sofie, realizzato in collaborazione con la provincia di Trento, che ha creduto nell'uso del legno come risorsa per l'edilizia. «Fie infatti sta per Fiemme - spiega Ceccotti - perché è dalla val di Fiemme che provengono gli abeti rossi utilizzati nel progetto». Gli stessi abeti rossi della foresta di Paneveggio scelti da Stradivari per costruire i suoi violini grazie alle particolari caratteristiche "di risonanza".
Ma come è nata l'idea di utilizzare il legno per costruire palazzine antisismiche?
«Questa tecnica - che prevede la realizzazione di pannelli massicci di legno di spessore tra i 5 e i 30 centimetri incollati a strati incrociati - in realtà è nata in Austria e Germania una decina di anni fa». In Italia, infatti, c'è sempre stata una certa diffidenza nei confronti delle abitazioni in legno, viste solo come case per le vacanze, bungalow, baite in montagna, insomma. Noi abbiamo cominciato a studiare questo tipo di edifici antisismici nel 2005 e la scorsa estate abbiamo presentato, sempre in Giappone, il primo progetto: una casa di tre piani che è stata in grado di resistere a un terremoto simulato di magnitudo 7.2 della scala Richter.
La palazzina, infatti, è stata collocata su una piattaforma vibrante, di 15 metri per 15, che ha permesso di ripetere lo stesso movimento ondulatorio della terribile scossa del terremoto di Kobe nel '95. La casa ha subìto delle accelerazioni, si è mossa ma ha sopportato l'urto senza crollare. Ora ripeteremo la prova, questa volta però con un palazzo di sette piani: ci saranno mille persone ad assistere. In Giappone sono molto interessati: lì, per l'elevato rischio sismico, il 50 per cento delle abitazioni è in legno. Ma non si sono mai azzardati ad andare oltre i due piani di altezza. La tecnica costruttiva che abbiamo messo a punto, invece, utilizza pannelli massicci di legno realizzati incollando strati incrociati di tavole di spessore di due centimetri. Ipannelli vengono tagliati su misura, a seconda delle esigenze, completi di porte e finestre. Già in fase di progettazione, infatti, vengono individuate le pareti portanti della struttura e dove vanno collocate le porte e le finestre, così le pareti vengono tagliate in stabilimento già con porte e finistre inserite. Quindi, vengono trasportate in cantiere e poi montate». (...)

2) Il materiale della bellezza
La mia memoria visiva e la mia sensibilità estetica sono state profondamente influenzate dall'architettura alpina arcaica e dai suoi materiali - la pietra, ma soprattutto il legno. Certo, il legno è presente in abbondanza nella zona del Trentino Alto Adige - dove sono nato e cresciuto - ed è facile da reperire, tanto che ha dato origine a una tradizione architettonica basata sulla natura intrinseca del materiale. Ma per me ha, in primis, un forte valore emotivo: con la sua superficie non trattata e lasciata "aperta" il legno può vivere, cambiare aspetto, colore - insomma riflettere il trascorrere del tempo e invecchiare come noi. È un materiale che, in virtù delle sue qualità emozionali e tattili, invoca il contatto con mani, piedi e occhi.
In seguito, dopo essermi laureato in architettura, ho avuto la fortuna di incontrare Ettore Sottsass. Il periodo "Memphis" con lui è stato segnato - oltre che dalla ribellione formale a un design ormai esanime di pura funzionalità - da una grandissima curiosità verso i materiali, le loro caratteristiche e le loro potenzialità espressive.
Su questo sfondo, era naturale che il legno sarebbe stato l'elemento fondamentale di molte scelte formali e costruttive dei miei progetti nell'arco alpino. Sulle orme di Frank Lloyd Wright e Lois Welzenbacher, avevo in mente un'architettura organica, che vive e con la quale si può convivere: non un semplice stile, ma una costruzione che si adatti al paesaggio senza perturbare la topografia naturale.
Ma anche un'attenta valutazione del bilancio ecologico porta all'utilizzo del legno come materiale costruttivo.
Per pigrizia mentale e per l'interesse economico di pochi consumiamo principalmente materiali la cui produzione richiede enormi quantità di energia non rinnovabile. Ma ci sono alcune importanti domande da porsi: quanto dureranno ancora le riserve delle materie prime? Che costo ha la produzione di energia? Come verranno smaltiti i rifiuti? Fino a che punto possono essere riciclati?
Gli alberi sono come pannelli solari, e una foresta altro non è che una grande centrale che produce energia e massa legnosa e insieme cattura Co2. Quando bruciamo il legno, con il fumo restituiamo all'aria i gas che la pianta ha utilizzato per crescere. Quando costruiamo con travi lamellari, le stesse stanno vigorosamente ricrescendo nelle fustaie di conifere nutrite dall'humus e inondate di sole. Ne consegue che prelievo, allestimento e utilizzo del legno possono essere altrettante tappe di un ciclo virtuoso rinnovabile all'infinito. Nessun "Debito Carbonio" si contrae utilizzando materiali legnosi, anzi, l'impiego di legname proveniente da Boschi a Reimpianto Certificato o da Impianti di Arboricoltura da legno non estende, bensì contiene l'"impronta ecologica" sul pianeta.
L'uso razionale e oculato delle risorse vegetali come fonte di energia e come prezioso materiale con il quale ricostruire bellezza è una scelta obbligata, se si vuole percorrere la strada dello sviluppo sostenibile e della conservazione degli aspetti ambientali e climatici che oggi sono messi in pericolo.
In fondo, di che cosa era fatta l'arca che salvò uomini e creature dal Diluvio?

3) Un marchio a tutela, di Antonio Cianciullo
(...)
 
 
 

 

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