"Com'era bello Abitare qui". Lupi, 16 anni passati in rivistaL'architetto milanese, che lascia la direzione del mensile a Stefano Boeri, si racconta e dà i voti alla nuova città
Testata:
la Repubblica
Data:
05-07-2007
Autore:
Armando Besio
Dopo 16 anni e 169 numeri, Italo Lupi lascia la direzione di "Abitare". Un record per il volubile mondo delle riviste di architettura e design, sempre più sensibile agli umori della moda e ai malumori degli inserzionisti. Lupi, 73 anni, uomo mite, intellettuale fine e gentile, è stato il testimone di un illuminismo milanese sempre più raro. Grazie a lui e alla sua fedele squadra, guidata dal condirettore Silvia Latis, la milanese "Abitare", a lungo proprietà della famiglia Minetto, da un paio d'anni Rcs, è diventata una delle riviste di settore più quotate nel mondo. Domani sarà in edicola l'ultimo numero firmato da Lupi. A settembre, il primo firmato dal nuovo direttore Stefano Boeri.
Si aspettava di essere sostituito? «Era fisiologico. Nessun rammarico. Anche se mi mancherà. Mi sono divertito molto». E si aspettava che a sostituirla arrivasse Boeri? «Pensavo che restasse a "Domus". Poteva piacere o no, ma l'aveva capovolta con intelligenza. Lavorerà bene anche qui». Il suo bilancio? «Ci siamo occupati con serietà, anticonformismo, curiosità, di architettura e design, di grafica, arte, produzione. Con libertà di giudizio e indipendenza dai condizionamenti pubblicitari». Un aneddoto tra i tanti? «L'altro giorno ho portato al Nobel Pamuk, ospite della Milanesiana, il numero di "Abitare" dedicato a Istanbul. Grazie, ma l'ho già comprato a Londra. Una bella soddisfazione. Siamo stati capaci di conquistare autorevolezza e visibilità». Lei nasce architetto e diventa grafico. Come? «Soffrivo la frustrazione di non vedere mai le cose concluse. E amavo il lavoro di tipografia». (...) |
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