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Il Taj Mahal? Meglio Piazza dei Miracoli

 
Testata:
Avvenire
 
Data:
05-07-2007
 
Autore:
Franco Cardini
 
 
Nessuna opera d'ispirazione cristiana, quindi, rientra nel nòvero statistico-pubblicistico-massmediale delle "sette meraviglie del mondo", come denunciavano ieri queste pagine. A dir la verità, la cosa non mi sorprende. Per due ragioni. Anzitutto, il sistema di còmputo. Un goffo incrocio fra una tradizione antica e venerabile da una parte, una mentalità da guinness dei primati dall'altra. Le "sette meraviglie" erano tali, nel mondo antico, non tanto perché fossero i primi sette monumenti o comunque le prime sette realtà più notevoli in una lista di cento o di mille o diecimila, quanto perché sette era un numero magico, mistico, simbolico: e i Giardini di Babilonia o il Colosso di Rodi erano rappresentativi ciascuno di un complesso di realtà e di valori in grado d'ispirare un messaggio. Invece, i nostri "wonders scouts" si regolano con la mentalità e la metodologia dei redattori d'una qualunque hit parade: pensano alla classifica e al punteggio, come dovessero attribuire dei premi; e, magari, avessero paura dei ricorsi. Non li sfiora nemmeno l'idea che, dietro l'elenco classico delle "sette meraviglie", vi fosse una sintassi culturale, che ciascuna di esse fosse rappresentativa d'un modo di vedere, di pensare, di costruire, di vivere. Niente: il mondo è un grande "game", nel quale conta arrivare primi. (...)
Il Taj Mahal? Sì, per Giove: esso sta sul piano dei monumenti alla cattedrale di Chartres esattamente come le Seychelles stanno alla National Gallery di Londra. Il turista abbastanza ignorantello, conformista e massmedialmente condizionato sceglie il Taj Mahal, che ha visto tante volte in tv e gli ricorda Bollywood, e scarta Chartres (uffa, un'altra chiesa; e poi nel nord della Francia, ci piove sempre...), esattamente come deve andare alle Seychelles, mentre della National Gallery, con tutti quei quadri, chissenefrega. Per cui, in omaggio a chi ha stabilito la classifica delle 21 finaliste e a chi deciderà questo sabato a Lisbona la lista delle nuove "sette meraviglie", appena potrò tornerò da buon toscano ad ammirare la Piazza dei Miracoli a Pisa: che un grande storico, Marco Tangheroni, paragonava all'Acropoli d'Atene per concluderne ch'era ancora più bella.
C'è, la Piazza dei Miracoli, nella graduatoria? No?
Peggio per la graduatoria.

 
 
 

 

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