Appalto integrato, sicurezza a rischioIl Cni chiede al governo la correzione del decreto
Testata:
Italia Oggi
Data:
07-07-2007
A rischio la sicurezza dei cittadini con l'appalto integrato, l'istituto che affida all'impresa sia la costruzione che la progettazione dell'opera. È questo il grido d'allarme lanciato dal consiglio nazionale degli Ingegneri. Che, da sempre contrario all'estensione di questa modalità di affidamento dei lavori pubblici, si appella al governo perché nel decreto correttivo al codice dei contratti vengano introdotti adeguati limiti all'appalto integrato. Con un comunicato stampa, fa sapere il Cni guidato da Paolo Stefanelli, che con la legge Merloni in materia dei lavori pubblici si è cercato 'di lasciare alle spalle un passato denso di pesanti ombre su intrecci di varia natura', escludendo ogni commistione fra costruzione e progettazione e introducendo l'istituto dell'appalto integrato esclusivamente per casi limitatissimi e particolari. Nel succedersi delle varie modifiche alla Merloni, lamenta il Cni. si è assistito però a un rapido ampliamento dell'appalto integrato facendo rientrare sotto queste spoglie ciò che era stato messo al bando nel 1994, al punto che oggi le amministrazioni vi ricorrono indiscriminatamente ritenendo così di accorciare i tempi, di ridurre la gestione ad una sola gara ed evitare il contenzioso delle imprese sui progetti, dimenticando che in tal modo il contenzioso si sposta direttamente fra amministrazione e impresa. Ma ciò che appare di tutta evidenza è che il ricorso all'appalto integrato con l'impiego di progettisti scelti dall'impresa non può che trovare questi ultimi al seguito dell'interesse del costruttore piuttosto che naturalmente disposti a seguire l'interesse generale come invece avviene nel caso di incarico diretto da parte dell'amministrazione.
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