Mondello non è soltanto la stazione balneare più amata da tutti i palermitani, santuario della natura «dove il mare va a deporre i suoi baci più ardenti» e dove ciascuno «può fare un' orgia di azzurro da regalarne a tutti i poeti linfatici del vecchio e nuovo mondo», come scriveva Enrico Onufrio nel lontano 1882, ma è la borgata, il posto di villeggiatura, il luogo di svago e di "passìo", la città-giardino a portata di mano che con sobria eleganza intreccia la bellezza della natura marina con una pregevole cultura architettonica, che hanno magnetizzato una generazione dopo l'altra i palermitani in libera uscita. (...)
Ed è proprio per innervare di idee nuove un Piano particolareggiato ancora tutto da farsi, che il Settore urbanistica del Comune e il Dipartimento di Storia e progetto dell' Università di Palermo hanno avviato una collaborazione sfociata in un concorso internazionale di idee per la riqualificazione urbana di Mondello e, pochi giorni fa, nella presentazione degli elaborati e dei progetti vincitori. Ed è un fatto positivo che la partecipazione di gruppi distinti di studenti e professionisti, in tutto 78 gli ammessi, abbia prodotto non solo una palpabile «voglia di fare» per la città fra i giovani laureati, ma anche, come attestato dall'assessore Mario Milone e dal dirigente del Servizio formazione Piano regolatore generale, architetto Vincenzo Polizzi, un buon ventaglio di proposte propedeutiche al piano che il Comune ha l'obbligo redigere per normare l'area. (...) Così il progetto vincitore, elaborato dal gruppo coordinato dall' architetto Giuseppe Marsala, fonda sulla «risorsa spiaggia» una riflessione che sin dal titolo "Diluire Mondello" si cala nell' azzardo di de-saturare funzioni e densità e, con atto simbolico di sfida, demolire il vanamente contrastato obbrobrio degli anni Settanta "Amore di mare", la cui aria di sedime viene riconvertita a un linguaggio spaziale e architettonico più consono ai luoghi e alla «ecologia di progetto» adottata. (...)