Con il Regolamento del Codice appalti l'accesso alle gare diventa più facile, sia per le imprese che per i progettisti. Il decreto di attuazione, varato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 luglio, infatti, rafforza i meccanismi premianti per le imprese di costruzione e abbassa invece in maniera generalizzata le richieste per le gare di progettazione.
In altre parole, le imprese che potranno vantare una forte solidità patrimoniale beneficeranno di uno «sconto» sulla cifra d'affari globale in lavori e sui lavori di punta.
Questo per far sì che imprese comunque poco indebitate siano costrette a rincorrere le commesse con i maxiribassi pur di mantenere le classifiche ottenute. Per la progettazione, invece, i bandi dovranno richiedere un fatturato globale che va dalle 2 alle 4 volte la base d'asta (ora l'intervallo va dalle 3 alle 6 volte). Dimezzati anche i progetti di punta. Restano invece invariati i periodi da prendere a riferimento per il calcolo.
Altra novità del Regolamento è l'introduzione effettiva della validazione dei progetti, campo in cui si apre per i progettisti un business promettente, in particolare per le gare sotto i 20 milioni di euro. Intanto Camera e Senato hanno votato il parere al secondo decreto correttivo del Codice degli appalti: le due commissioni chiedono, anche se con toni leggermente diversi, di frenare la liberalizzazione dell'appalto integrato e l'avvalimento.
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