Con la consegna, ieri, delle chiavi del nuovo Centro di Tiro a segno della capitale ai responsabili della federazione cinese, si è aperta la lunga lista di inaugurazioni di strutture appositamente dedicate all'evento olimpico. Si tratta di una struttura a forma di un arco da caccia, costruita in tre anni esatti. Un evento simbolico, quello della consegna delle chiavi, che concretizza lo sforzo di mantenere le promesse di efficienza e di puntualità nonostante le molte difficoltà. L'avvicinarsi delle Olimpiadi, in programma dall'8 al 24 agosto 2008, ha trasformato Pechino e l'intera Cina in un cantiere finalizzato insieme a questo evento-vetrina e ad ammodernare una serie di servizi essenziali. Le ferrovie, ad esempio, che vanno via via dotandosi di tratti di alta velocità che entro un anno raggiungeranno un'estensione complessiva di seimila chilometri. Nella capitale i treni, sia di superficie che sotterranei, corrono a intervalli di tre-cinque minuti su binari in parte nuovi e con strutture complessivamente aggiornate. Anche i sessantamila taxi, indispensabile complemento ai servizi pubblici e al trasporto privato, sono oggetto di sostituzioni e revisioni. A seguire ospiti e atleti nei loro spostamenti e durante gli eventi olimpici e parolimpici sarà un esercito di volontari: circa centomila selezionati fra l'oltre mezzo milione che ne ha fatto finora richiesta. Al centro delle manifestazioni sportive sarà l'immenso stadio di 258mila metri quadrati che ospiterà le gare di atletica e le partite di calcio. Una vetrina d'eccellenza che concilia funzionalità e tradizione architettonica. Uno sforzo, questo, che ha dovuto cedere a diversi compromessi, ma che sembra invece pienamente riuscito lungo i quasi due chilometri delle Nanhayan e della Beiheyan, parte del percorso ciclistico nel distretto cittadino di Dongcheng. Lungo queste arterie, abitazioni e negozi sono in via di riqualificazione a spese della municipalità. Per la modernità esasperata delle architetture, sfida e orgoglio della nuova Cina, i visitatori dovranno recarsi altrove. (...)