ArchiWorld Network

Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

 
  Manifestazione: "Carlo Scarpa fra le arti - ricordare carlo scarpa a 30 anni dalla morte" - Vicenza , 3° Seminario Future Building: "La riqualificazione dell'esistente e i serramenti nella casa passiva" - Teramo , Premio Ischia di Architettura , Seminario: "I titoli edilizi nel Friuli Venezia Giulia: Scia o Dia?" - Pordenone , Workshop: "Le terre e rocce da scavo e la caratterizzazione dei rifiuti di cantiere" - Prato , Evento: "Sustainable Energy Day UE - Efficienza energetica e low carbon society, dalla Direttiva Edifici ad Energia quasi Zero alla rigenerazione urbana in chiave climatica" - Roma , Mostra: "Premio Internazionale Restauro e architetture mediterranee" - Forio d'Ischia , Incontro: "Inediti di Luigi Moretti. Una nuova lettura del Teatro Imperiale per l'E42″ - Roma , Conferenza: "Correlazione tra i requisiti di risparmio energetico e acustica" - Viterbo , Incontro: "Conoscere per ricostruire" - Mirandola , Corso: "Autodesk 3d Max Design 2014" - Varese , Presentazione: "romArchitettura5" - Roma , Presentazione: "romArchitettura5" - Roma , Presentazione: "romArchitettura5" - Roma , Presentazione: "romArchitettura5" - Roma , Archivio Network , Archivio Network , Archivio Network , Archivio Network , Archivio Network , Archivio Network , Archivio Network , L'attico infinito  

L'attico infinito

 
Testata:
L'espresso
 
Data:
10-08-2007
 
Autore:
Massimiliano Fuksas
 
 
Beekman Place, a New Yoork è stato l'indirizzo di Paul Rudolph per 19 anni (1978-1997, anno della sua morte). L'architetto, leggendario per opere e biografia, tra il 1940 e il 1943 studia con Gropius a Harvard, alla fine degli anni '70 decide di disegnare il suo appartamento: un attico su quattro livelli posato sopra un elegante edificio inizio secolo. Il suo interno è complesso; attraversato da ponti trasparenti, racchiuso da superfici sintetiche riflettenti, con terrazze improvvise e spazi contratti, era per Rudolph un luogo di sperimentazione. Infatti immaginava la propria casa come uno spazio non finito destinato a espandersi in modi imprevisti.
Nel 1997 l'attico resta vuoto per tre anni, per poi passare a una coppia di collezionisti. Lo rinnovano, rendendolo quasi irriconoscibile, e si trasferiscono in California. Di nuovo vuoto e di nuovo sul mercato, l'attico viene rapidamente acquistato da un nuovo proprietario che chiede a Jared Della Valle e Andrew Bernheimer di ristrutturare la penthouse, assecondando però le sue necessità. I due giovani architetti studiano l'opera e la visione di Rudolph, cercando di continuare quello che era stato il suo esperimento, ma con bisogni e tecnologie contemporanee. Non hanno riportato gli spazi a una formazione (quale delle tante?) originale, ma ne hanno reinterpretato la concezione spaziale e i materiali capaci di esprimerla. L'appartamento è tornato a essere brillante: superfici acriliche e ponti trasparenti sono di nuovo lì a collegare gli ambienti. Un'opera di immedesimazione e dissimulazione per proteggere un luogo, continuando a essere fedeli alla promessa di Rudolph, spingendola così sempre più lontano.

 
 
 

 

e-mail AWN

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  • Segnala questa pagina su Delicious
  • Impossibile Trovare il Template con Nome NEWS