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Vangelis e la rivolta delle superville «Meglio il liberty dell'Acropoli»

 

Atene, due palazzi intralciano il nuovo museo: «Abbattiamoli»

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
12-08-2007
 
Autore:
Andrea Nicastro
 
 
Immaginate che la Tav invece di bucare la Val di Susa fosse stata progettata per passare tra gli archi del Colosseo. Immaginate che oltre alle polemiche sull'insulto alla storia romana ci fossero anche quelle per la distruzione dell'attico di un musicista celebre e per la villa degli eredi, per dire, di un Guttuso. Aggiungeteci le elezioni politiche in agguato da qui a due mesi e sentirete il calore di ciò che sta arroventando il dibattito di Atene sul nuovo museo dell'Acropoli.
Nella «culla della civiltà», a tende e blocchi stradali preferiscono una resistenza chic, una battaglia a colpi di dotti pamphlet, una disfida legale intrisa di cultura: meglio Fidia o l'Art Déco? Ma gratta gratta, l'essenza della querelle è sempre quella: fate pure quel che volete, purché non in casa mia. L'interesse generale contro quello locale; innovatori contro conservatori; nella fattispecie anche archeologi contro architetti: per gli uni il nuovo museo deve «far vivere l'arte classica, non tenerla in bacheca », per gli altri la sua «missione è conservare, non distruggere capolavori» seppur di duemila anni più giovani come la facciata di marmo bianca e rosa di una casa del 1930.
Classicisti contro amanti del liberty, appunto.
Il nuovo museo dell'Acropoli avrebbe dovuto essere pronto per le Olimpiadi del 2004, ma una prima parziale apertura è prevista solo per questo settembre. Squadre di operai lavorano 24 ore su 24 per permettere una qualche inaugurazione almeno prima del voto. È un edificio enorme, ambizioso, modernissimo disegnato dallo svizzero-statunitense Bernard Tschumi. Per fargli spazio è stato sventrato un vasto quadrilatero ai piedi del Partenone: 25 tra case, ville e condomini rasi al suolo. Gli espropri sono costati 36 dei 130 milioni di euro del costo dell'opera. Il 27 per cento, meglio dei nostri binari per l'alta velocità. Il sistema di accesso alla collina dell'Acropoli sarà ridisegnato per passare attraverso il nuovo edificio. La nuova metropolitana sbuca davanti al suo cancello per renderlo centrale nel giro turistico dell'intera città. Nessun visitatore di Atene potrà ignorarlo. Chi ricorda il caldo micidiale delle scale verso il Partenone apprezzerà, come minimo, l'aria condizionata del nuovo museo.
Un'oasi prima e dopo l'arrampicata. Unico ostacolo al visionario progetto: due palazzi ancora in piedi proprio tra l'edificio di vetro e l'Acropoli. Uno è neoclassico, l'altro Art Déco, tra i pochi del genere sopravvissuti alla speculazione edilizia che deturpò Atene negli anni 60 e 70. «Limitano la prospettiva del Partenone, ne minano l'effetto scenografico » secondo i sostenitori del museo. «Nascondono la mole arrogante e riducono i danni estetici della nuova costruzione» secondo i difensori dei due palazzi. (...)

 
 
 

 

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